Roma, 7 feb. (Adnkronos/Ign) - Raul, Fernando, Sabatino e Patrizia. Sono i quattro fratellini morti carbonizzati nell'incendio che si è sviluppato domenica - verso le 20:30 - in una baraccopoli in via Appia Nuova a Roma, nei pressi di un circolo del Golf. I corpi dei piccoli, tra i 4 e gli 11 anni, sono stati trovati all'interno di un'unica baracca abusiva . E' ancora in corso l'indagine per accertare le cause dell'incendio. Lo hanno riferito all'ADNKRONOS i Vigili del fuoco precisando che ancora non sono state accertate le cause ma l'ipotesi più accreditata è quella che le fiamme siano partite dal braciere acceso per scaldarsi. Intanto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, vuole chiedere ''subito al governo poteri speciali'', secondo quanto riporta 'Il Messagero'. ''Non possiamo permettere che la gente continui a vivere in baracche di plastica''. Il primo cittadino ha partecipato poi ad un vertice con il prefetto Giuseppe Pecoraro: sul tavolo l'emergenza nomadi e la nascita di nuovi insediamenti abusivi. "E' mia intenzione indire il lutto cittadino e sceglieremo la data in base alla volontà della famiglia" ha annunciato Alemanno al termine del vertice in Prefettura. "Mi ha telefonato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che intende visitare i famigliari dei bambini morti nell'incendio" ha aggiunto il sindaco. Inoltre, "chiederemo alla Protezione civile di costruire delle tendopoli per sbaraccare i microcampi abusivi e le 'baracche della morte'" ha annunciato. "Saranno tendopoli sicure e controllate: dobbiamo fare in modo che non ci siano più microcampi abusivi e - ha aggiunto Alemanno - dobbiamo dare forme di assistenza che tamponino situazioni di emergenza. Partiremo a giorni con gli sgomberi degli insediamenti abusivi e chiederemo di utilizzare le caserme dismesse". Per il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ''purtroppo quando le cose vanno male la responsabilità è di tutti. Questo è un Paese che ha vari livelli di amministrazione e quindi anche vari livelli di responsabilità. Quando muoiono quattro bambini, il colpevole non può essere uno solo''. ''Una grande tragedia. Di fronte a quattro bambini che muoiono bruciati la prima cosa che bisogna fare è tacere, stringersi attorno ad una famiglia così fortemente provata e provare anche la vergogna di una città come Roma dove ancora nel 2011 si può morire bruciati in baracca. Senza con questo moltiplicare le parole in polemiche spesso sterili e strumentali''. Così Paolo Ciani, responsabile settore Rom e Sinti della Comunità di S. Egidio, esprime al Sir (l'agenzia stampa della Cei) il dolore per la tragedia che si è consumata nell'insediamento abusivo in via Appia Nuova. Ciani ha trascorso la notte con i genitori dei piccoli deceduti. ''Sono morti a causa del freddo, della mancanza dell'acqua, per il disinteresse prima ancora che per le fiamme'', afferma mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrante. Nella Giornata della Vita, che si celebrava ieri, questo dramma diventa, spiega ancora mons. Perego, ''un nuovo appello per la tutela della vita di ogni persona e in ogni famiglia, anche di chi arriva da un altro Paese europeo o e' di una minoranza che non e' ancora riconosciuta''.