Roma, 7 feb. - (Adnkronos) - Sono stati entrambi scarcerati, Giacomo Sicurello, 23 anni, e Simone Cavalcanti di 21, i due giovani arrestati ieri durante gli scontri davanti alla villa del premier ad Arcore tra la polizia e il corteo dei centri sociali in occasione della manifestazione organizzata dal Popolo Viola. "Non abbiamo commesso alcun atto violento" hanno spiegato i due giovani durante l'udienza che si è tenuta a Monza. Per Sicurello il pm aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, mentre per il secondo arrestato era stato chiesto l'obbligo di dimora. Il giudice, dopo aver sentito le parti, ha deciso per la scarcerazione. Nei confronti dei due giovani, dunque, non è stata applicata alcuna misura cautelare, anche se l'arresto è stato convalidato. Il processo è stato rinviato per la discussione nel merito. Nei tafferugli sei agenti erano rimasti contusi, mentre un funzionario di polizia è stato ricoverato per una ferita alla testa. Al vaglio degli uomini della Digos di Milano le immagini degli scontri al fine di identificare eventuali responsabili. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano "ha chiesto al Ministro dell'Interno informazioni sui gravi episodi di scontri tra dimostranti e polizia, verificatisi nei pressi della residenza del Presidente del Consiglio ad Arcore''. "E' risultato che i promotori della manifestazione - si legge in una nota del Quirinale -, rispettando le modalità concordate con le autorità di polizia, sono rimasti estranei a ogni deviazione dal percorso stabilito e a ogni violenza. Il Presidente della Repubblica ha convenuto che l'esercizio del diritto costituzionale a manifestare pacificamente non degeneri - specie in un momento di tensione politica e istituzionale come quello attuale - in inammissibili disordini e scontri provocati da gruppi estremisti". E il tema degli scontri infiamma il dibattito politico. Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri sottolinea come sia "apprezzabile che le supreme istituzioni della Repubblica abbiano detto cose chiare e giuste contro questa violenza". Per questo si rivolge ai "cattivi maestri" chiedendo che "la smettano con i loro sermoni di seminare odio". Parla invece di un "regalo clamoroso al Cavaliere" il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (Pd) per cui "per mandare a casa Berlusconi serve la politica, una politica diversa, non gli scontri di piazza''. Per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini "le manifestazioni davanti casa di Berlusconi ad Arcore non sono certo la risposta giusta da dare al governo e al presidente del Consiglio". "L'idea stessa di protestare con quelle modalità e in quel luogo, rischia di essere l'altra faccia della medaglia del degrado che stiamo vivendo. L'opposizione - conclude Casini - deve dare un'altra idea dell'Italia non la stessa, eguale e contraria. Con tutto il rispetto per gli altri, non siamo né in Tunisia né in Egitto e non vogliamo finirci".