Da 14 giorni consecutivi in piazza al Cairo. Obama: avranno governo rappresentativo
Il Cairo, 7 feb. - (Adnkronos/Aki) - I colloqui tra il governo del Cairo e sei gruppi dell'opposizione (tra cui i Fratelli Musulmani) non hanno soddisfatto il popolo di piazza Tahrir, nel centro della capitale, da 14 giorni consecutivi teatro della rivolta contro l'esecutivo guidato da Hosni Mubarak. Oggi migliaia di manifestanti restano accampati nella piazza principale e hanno annunciato che il sit in di protesta proseguirà fino a quando il presidente non si dimetterà.
Nel resto della città, la vita sta cercando di tornare alla normalità. Come riferisce l'emittente al Jazeera, il traffico nelle strade è in aumento, in corrispondenza con la riapertuta delle attività commerciali. "C'è molto sentimento popolare al Cairo e c'è molta attenzione in Egitto per quello che i manifestanti stanno cercando di ottenere, ma allo stesso tempo le persone stanno cercando di tornare alla normalità il più possibile'', racconta il corrispondente della tv qatariota al Cairo. ''Ma alcuni dei supermercati, ad esempio, sono ancora chiusi per il timore di saccheggi e le banche sono state aperte ieri solo per poche ore'', aggiunge il giornalista. Intanto i carri armati restano a guardia degli edifici governativi, delle ambasciate e di altre importanti istituzioni nella città.
Anche ad Alessandria si è sensibilmente ridotto il numero di manifestanti scesi in piazza. Lo riferisce la Bbc, che descrive una situazione più calma rispetto ai giorni precedenti. Gli organizzatori della protetsa hanno comunque annunciato cortei più imponenti in particolare per domani e per venerdì, quando nuove massicce manifestazioni anti-Mubarak dovrebbero svolgersi in tutto il paese. Una situazione analoga si registra in altre città tra cui Suez.
Intanto oggi il governo egiziano ha tenuto la prima riunione plenaria da quando è inziata la protesta, durante la quale ha deciso di aumentare del 15% gli stipendi e le pensioni degli impiegati statali. Il ministro delle Finanze Samir Radwan ha spiegato che agli aumenti saranno destinati 6,5 miliardi di lire egiziane, pari a 960 milioni di dollari. Il provvedimento entrerà in vigore ad aprile e riguarderà circa sei milioni di impiegati. Inoltre è stato ridotto il coprifuoco in vigore al Cairo e nelle principali città del paese: da oggi entra in vigore alle 20 e termina alle 6 del mattino. La polizia egiziana ha inoltre reso noto di aver arrestato 157 detenuti evasi di prigione nei giorni scorsi.
Dal canto suo il presidente Usa Barak Obama, in un'intervista a 'Fox News', si è detto convinto che una transizione politica ordinata in Egitto porterà a un governo che resterà partner degli Stati Uniti. E ha sottolineato come tra i Fratelli Musulmani, il maggior gruppo di opposizione al Cairo bandito dal presidente Hosni Mubarak, vi siano ceppi antiamericani. Ma la Fratellanza, ha detto l'inquilino della Casa Bianca, non ha il sostegno della maggior parte della popolazione egiziana. ''Per questo è importante che non crediamo che le uniche due opzioni siano i Fratelli Musulmani o un popolo egiziano oppresso'', ha detto. ''Quello che voglio è un governo rappresentativo in Egitto e ho fiducia che se nel Paese si verifica un processo di transizione ordinato, allora avremo un governo con il quale poter lavorare come partner", ha auspicato Obama, sottolineando come solo Mubarak, salito al potere nel 1981, sa se lascerà presto la presidenza. ''Ma quello che noi sappiamo è che l'Egitto non tornerà indietro", conclude.
Nel frattempo è stato scarcerato il dirigente del settore marketing di Google in Medio Oriente e attivista politico Wael Ghoneim. Lo ha annunciato la tv araba 'al-Jazeera'. Il premier egiziano Ahmed Shafiq aveva promesso che entro oggi l'uomo sarebbe stato scarcerato. Era stato arrestato durante una manifestazione contro il regime lo scorso 27 gennaio al Cairo. In favore della sua liberazione era intervenuto nei giorni scorsi anche il magnate delle telecomunicazioni Naguib Sawiris. I movimenti di opposizione avevano denunciato la sua scomparsa, temendo che fosse stato ucciso, perché dopo il suo arresto non si erano avute più sue notizie.
"Questo ragazzo è un eroe, quando sarà rilasciato diventerà l'eroe di questa rivoluzione", ha dichiarato Sawiris. Ghonim era tornato da Dubai, dove lavora, al Cairo per partecipare al corteo del 25 gennaio indetto per commemorare la morte di un giovane manifestante ucciso ad Alessandria. In molti sono convinti che Ghonim sia uno dei leader del movimento di protesta contro Mubarak in quanto gestore della pagina Facebook usata per fare appello gli oppositori a manifestare.
