Egitto, al Cairo non si ferma la protesta. Suleiman: c'è il piano per trasferire i poteri
Il Cairo, 8 gen. - (Adnkronos) - L'Egitto ha un piano e un calendario per il trasferimento pacifico dei poteri. Lo ha affermato il vice presidente Omar Suleiman dopo un colloquio con Hosni Munbarak, secondo quanto riporta la tv di Stato, ribadendo che non ci saranno conseguenze per gli attivisti che da 15 giorni protestano per chiedere le dimissioni del rais egiziano.
"Siamo sul percorso giusto per uscire dalla crisi" ha detto Suleiman, spiegando che "è stata stilata una road map chiara con un calendario per un pacifico ed organizzato trasferimento dei poteri".
"Il presidente ha firmato un decreto per l'istituzione di una commissione incaricata di sorvegliare il processo di modifiche costituzionali e i richiesti emendamenti legislativi" ha aggiunto Suleiman. Il lavoro della commissione iniziera' immediatamente, ha fatto sapere Suleiman, riferendo inoltre che l'Egitto "nei prossimi giorni" istituirà una commissione indipendente per indagare sugli attacchi contro i manifestanti di cui sarebbero accusati dei gruppi pro-Mubarak. Il presidente egiziano, ha concluso Suleiman, ha inoltre detto che i dimostranti "non subiranno conseguenze legali, né restrizioni e che non sarà negato il loro diritto alla libertà di espressione".
Nelle piazze del Cairo e di altre città del paese, intanto, non si ferma la protesta di chi chiede le dimissioni immediate del presidente Hosni Mubarak, uno dei punti su cui si è arenato il dialogo nei giorni scorsi. I manifestanti hanno trascorso accampati nella centrale Piazza Tahrir della capitale, cuore di questi 15 giorni di proteste, anche la notte appena trascorsa, preannunciando per oggi nuove proteste contro Mubarak.
Ma per ora la richiesta di un suo immediato allontanamento non trova riscontro e tanto i Fratelli Musulmani, principale forza di opposizione, tanto il gruppo liberale dei Nasseriani hanno annunciato di non essere intenzionati a portare avanti il dialogo finché tutte le richieste della piazza non saranno soddisfatte. Le richieste dei manifestanti comprendono, oltre all'addio di Mubarak, una serie di riforme costituzionali, garanzie di una completa libertà di informazione e la fine dello stato d'emergenza. Intanto, Human Rights Watch ha diffuso un bilancio provvisorio dei primi 15 giorni di protetste, in cui si parla di 297 morti. Dati per ora non confermati dalle autorità egiziane.
