Roma, 8 feb. (Adnkronos/Ign) - ''Ho votato contro, a suo tempo, in Consiglio dei ministri e sono e resto completamente contrario al fatto che l'attribuzione delle caratteristiche di festività nazionale, conferita alla data del 17 di marzo, comporti la chiusura di molti uffici pubblici. In un periodo di crisi come quello attuale appare paradossale caricarsi dei costi di una giornata festiva, un evento significativo quale il 150esimo dell'Unità d'Italia può essere celebrato degnamente lavorando e non restando a casa''. Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, interviene nella disputa sull'opportunità di chiudere i luoghi di lavoro in occasione dell'anniversario, a pochi giorni dal dissenso espresso dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. ''La chiusura di una parte degli uffici pubblici rischia, infatti - avverte Calderoli - di ricadere poi sulle attività lavorative private, con possibili danni di miliardi di euro, non soltanto in relazione al singolo giorno perso per via della festività ma per le possibilità di 'ponte' che si verrebbero a creare conseguentemente. Domani verranno portate in Consiglio dei Ministri una serie di proposte per il rilancio dell'economia e dell'impresa e a riguardo andrà assolutamente affrontata la questione del 17 di marzo, facendo assoluta chiarezza su questa festività e soprattutto sull'eventuale chiusura o meno degli uffici pubblici''. Netta la replica del ministro della Difesa, Ignazio La Russa. "E' una decisione già presa, e non sempre è necessario che tutti siano d'accordo - afferma La Russa all'Adnkronos - L'importante è che non si manchi di rispetto alle decisioni già prese. E Calderoli, ne sono convinto, non manca di rispetto". Sulla questione oggi è poi nuovamente intervenuta la Marcegaglia. ''Siamo per i festeggiamenti dell'Unità d'Italia che sono essenziali - ha detto la numero uno degli industriali - ma in un momento come questo un onere di 4 mld di euro per le imprese non è forse la cosa migliore per la loro crescita''. ''Il presidente Napolitano e le istituzioni hanno detto che il 17 marzo è il giorno in cui è nata l'Unità d'Italia e quindi è giusto celebrare solennemente questa giornata. Noi però pensiamo che lo si può fare anche andando a scuola o a lavorare. A scuola - ha spiegato - con momenti in cui si parla dell'Unità d'Italia e nelle aziende con un momento di grande celebrazione e attenzione anche in una giornata di lavoro''. Per Walter Veltroni ''festeggiarsi è necessario. Bisogna fermarsi un attimo, ritrovarsi italiani è una cosa bella per il Paese'' anche se, osserva l'esponente democratico, ''la festa del 17 marzo andava discussa prima con Confindustria e sindacati''. Mentre replica al Carroccio l'Italia dei Valori. ''Da parte della Lega continua a persistere una sorta di resistenza passiva nei confronti del centocinquantenario dell'Unità d'Italia - lamenta la deputata Silvana Mura - come dimostrano le dichiarazioni del ministro Calderoli che si schiera contro la chiusura degli uffici pubblici il 17 marzo''. Secondo Mura ''tirare in ballo la crisi e il rischio di un eventuale ponte appaiono argomentazioni strumentali volte esclusivamente a sminuire il significato di una ricorrenza di assoluto valore che è però in contrasto con la propaganda leghista''.