Processo breve, Pdl chiede ripresa dell'iter. Alfano: "Per tempi certi e risorse al settore"
Roma, 8 feb. (Adnkronos) - Sarà la presidente Giulia Bongiorno a decidere sulla richiesta presentata oggi dal Pdl durante la riunione dell'ufficio di presidenza di riprendere in commissione Giustizia l'esame del ddl sul cosiddetto processo breve
. No alla proposta da parte di Pd, Idv e Udc, favorevoli gli altri partiti della maggioranza.
"Faremo le barricate per evitare che questo disegno eversivo vada avanti", annuncia Federico Palomba dell'Idv, che denuncia il rischio "eutanasia per centinaia di migliaia di processi per ammazzarne due che interessano il presidente del Consiglio". "Siamo contrari ai contenuti del provvedimento - fa eco Roberto Rao, dell'Udc - e crediamo che un modo per opporsi sia quello di impedire che vada avanti. Del resto in molti si erano compiaciuti che fosse finito su un binario morto".
Se riprenderà l'esame del testo, annuncia invece Donatella Ferranti del Pd, "chiederò l'audizione dei 27 presidenti di Corte d'Appello, che potranno spiegare gli effetti devastanti della norma transitoria e di tutto il provvedimento". "Una richiesta costruttiva - la giudica Enrico Costa del Pdl - in questo modo verranno sburgiadati i rappresentanti dell'Anm che hanno fornito dati non veri". L'esponente della maggioranza difende la richiesta di tornare a discutere del ddl: "In questo modo abbiamo tutto il tempo per approfondirlo, a partire da una rivisitazione della norma transitoria, senza correre quando il provvedimento sarà calendarizzato per l'Aula".
Il processo che ''viene impertinentemente definito breve, ma che è semplicemente di ragionevole durata, ha lo scopo di dare un tempo certo e risorse adeguate alla giustizia'', afferma il Guardasigilli Angelino Alfano, intervistato dal direttore Luigi Amicone, interviene sul tema della giustizia dalle colonne del numero 6 di Tempi, in edicola dal prossimo 10 febbraio. Il Guardasigilli spiega anche che ''accelerare sul processo civile significa aiutare la competitività del sistema paese che ha tra i suoi freni proprio la lentezza della giustizia''. Per il ministro dalla riforma della giustizia dipende il rilancio dell'economia: ''Se pensiamo ai sei milioni di processi civili pendenti e se pensiamo che al centro di ogni processo vi sono almeno due parti, si capisce che lo sblocco di contenziosi di natura economica e patrimoniale potrebbe riguardare fino a 12 milioni di cittadini''. C'è anche una modifica costituzionale tra le modifiche che il ministro della Giustizia porterà sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri: ''Come succede per tutte le categorie: chi sbaglia paga, la responsabilità dei magistrati deve essere inserita all'interno della Costituzione''.
''Noi abbiamo approvato al Senato un provvedimento sul processo breve che era stato votato anche dai cosiddetti finiani. Il problema più grande della giustizia italiana è la lunghezza dei processi e quindi ridurre la durata dei processi è un obbligo, così come lo è dare la certezza della pena", dice dal canto suo il ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli rispondendo a Maurizio Belpietro nel corso di 'Mattino cinque' che gli chiedeva se la Lega sosterrà il processo breve.
Oliviero Diliberto, portavoce nazionale della Federazione della sinistra torna sull'ipotesi di scambio federalismo-processo breve: "Con il patto tra Bossi e Berlusconi siamo al mercinomio delle riforme e alla fine della politica". "Di questo passo - aggiunge - cancellerano il Parlamento per decreto. Pdl e Lega hanno portato l'Italia nel baratro civile, politico e sociale".
