Unità d'Italia, anche Bossi contro il 17 marzo: "In quel giorno si deve lavorare"
Roma, 9 feb. (Adnkronos) - "La festa per l'Unità d'Italia sarà percepita con intensità diversa, a seconda dei luoghi". Così il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, conversando con i giornalisti al termine del Consiglio dei ministri sulla festa del 17 marzo. Alla domanda se si dovrà lavorare, il senatur replica: "Si deve lavorare".
Una questione delicata, questa del 17 marzo, che è finita anche in Cdm. Ad animare il dibattito il no della Lega, che ha ribadito tutte le sue perplessità sulla necessità di chiudere gli uffici in occasione della festività. A discutere sull'argomento i ministri della Difesa, Ignazio La Russa e della Gioventù Giorgia Meloni da una parte e gli esponenti del Carroccio dall'altra.
A mediare il premier Silvio Berlusconi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che, riferiscono fonti ministeriali, avrebbe invitato ad approfondire la vicenda. Al termine del dibattito il premier avrebbe rinviato ogni decisione alla prossima seduta del Consiglio dei ministri. In particolare, raccontano di un presidente del Consiglio colto di sorpresa dal pressing di questi giorni, a cominciare dall'intervento di Confindustria.
Nel dibattito scende in campo anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: "Stiamo cercando una soluzione che non pesi sulla crescita economica e allo stesso tempo consenta un'adeguata celebrazione di un evento cui diamo significato ogni 50 anni".
Oggi in Consiglio dei ministri, aggiunge Sacconi, "la decisione è stata rinviata. Certo, come direbbe Catalano, è meglio lavorare e festeggiare insieme", scherza. Si sta dunque lavorando a una soluzione che concili i due aspetti: "Anche io, se perdo questa occasione, rischio di non avere la prossima".
