Casa An, la Procura chiede l'archiviazione: ''Da Frattini nessuna violazione di legge''
Roma, 9 feb. (Adnkronos/Ign) - La Procura della Repubblica di Roma ha richiesto al Tribunale dei ministri l'archiviazione degli atti riguardanti il procedimento che aveva coinvolto il ministro degli Esteri Franco Frattini, per la vicenda della casa di Montecarlo. Per lui era stato ipotizzato il reato di abuso d'ufficio.
Il procedimento, avviato sulla base della denuncia di un privato cittadino, era stato aperto dalla Procura di Roma in relazione alla consegna da parte del governo di Santa Lucia al ministro Frattini, e a sua richiesta, di una serie di documenti riguardanti la proprietà della casa di Montecarlo, ex patrimonio di An. All'apertura del procedimento aveva fatto seguito il rinvio degli atti al Tribunale dei ministri.
Ora, lo stesso Frattini, prima ancora che il Tribunale dei ministri avviasse gli accertamenti, ha consegnato personalmente alla Procura della Repubblica le spiegazioni necessarie e perciò il caso deve ritenersi per l'ufficio del pubblico ministero chiuso.
In una nota diffusa dal procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara si sottolinea che ''la documentazione pervenuta, con i chiarimenti che il ministro ha ritenuto di fornire, soddisfa le richieste istruttorie formulate dall'ufficio con la trasmissione del procedimento, che devono, pertanto, considerarsi rinunciate. Il fatto, per i profili di possibile rilievo penale, appare adeguatamente ricostruito; non si ritengono necessari ulteriori approfondimenti e possono formularsi le richieste conclusive, cioè di archiviazione''.
Secondo la Procura, ''il ministro riconduce la propria iniziativa ai poteri e alla funzione di rappresentante del governo nei rapporti internazionali''. Nella richiesta di archiviazione si sottolinea come il ministro abbia riferito di dovere richiedere un chiarimento ufficiale al governo di Santa Lucia sull'origine e sull'autenticità dell'atto emesso dal ministro della Giustizia dello stato estero in seguito alle polemiche sorte sulla vicenda. ''L'esaustività dei chiarimenti forniti dal ministro - si legge nella richiesta - riguardo le motivazioni che hanno originato il suo intervento, non può essere certamente valutata in questa sede. Quel che rileva è che la condotta dell'onorevole Frattini, anche nella forma con cui la richiesta di informazioni è stata inoltrata all'autorità estera, è formalmente rimasta nell'ambito delle proprie attribuzioni ministeriali e che in essa non è individuabile la violazione di alcuna norma di legge o regolamento, rimanendo, quindi, esclusa la configurabilità del reato d'abuso d'ufficio''.
