Roma, 9 feb. (Adnkronos Salute) - "Noi stimiamo che vengono spesi dal Servizio sanitario nazionale circa 300 mln all'anno per la cura dei pazienti in stato vegetativo". A evidenziarlo è stato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, parlando oggi a Roma a margine della prima Giornata nazionale sugli Stati vegetativi che corrisponde all'anniversario della morte di Eluana Englaro: ''Una data simbolica nella sua tragicità''. ''Si tratta di un problema rilevante - ha proseguito il ministro - ogni anno si dimettono 1.800 pazienti per stato vegetativo o per stato di minima coscienza. I casi sono in aumento anche grazie al miglioramento delle tecniche. Il governo è stato vicino a questi malati: già nel 2009, nel quadro degli obiettivi di piano, abbiamo preparato un piano operativo che le Regioni hanno utilizzato con dei progetti finalizzati proprio per speciali unità dedicate allo stato vegetativo persistente e le cure domiciliari. Questo piano è stato rinnovato nel 2010". "Le moderne tecniche di imaging hanno consentito di cambiare radicalmente la visione di queste problematiche chiarendo che esistono delle sacche di tessuto cerebrale vitali che anche a 10 anni di distanza dall'inizio del coma, in alcuni casi, almeno 20 a livello mondiale, hanno fatto osservare delle riprese di un certo tipo. E' una situazione in evoluzione - ha sottolineato il ministro - che il governo segue con attenzione e concretezza''. In questo contesto "è fondamentale - ha proseguito Fazio - il ruolo delle reti associative, dei familiari, del privato sociale". Per il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella le persone in stato vegetativo "sono paradigma di disabilità estrema e non quasi morte, come erroneamente ancora leggiamo. Sono persone vive, che possono migliorare, seguire un percorso di riabilitazione e hanno bisogno delle nostre cure e assistenza". E, riferendosi alla polemica sulla scelta della data, dice: "Eluana è stata una malata in stato vegetativo per 17 anni. Con questa giornata - afferma - abbiamo voluto ricordare non il caso che ha diviso l'Italia, ma la persona, che era una malata ed è il simbolo di tutte queste persone nella sua stessa condizione, che hanno bisogno di essere assistite". La Roccella ha volute inoltre precisare che per l'assistenza dei malati in stato vegetativo e delle loro famiglie "i finanziamenti ci sono, fanno parte del Fondo sanitario nazionale e sono vincolati. E' importante però che ci siano linee di indirizzo e le risorse vengano spese bene". Per il buon utilizzo dei fondi "è fondamentale la collaborazione con le Regioni - prosegue - e le associazioni sul territorio possono verificare che le risorse vengano spese bene". Il sottosegretario spiega poi, in risposta alle richieste delle famiglie con persone in stato vegetativo, che "l'assistenza domiciliare è già inserita nei Lea, e nel ddl sul biotestamento, il 21 all'esame dell'Aula della Camera, c'è un articolo che conferma questa volontà anche sul piano legislativo per i prossimi anni. Quello che si può migliorare è il modo in cui i soldi vengono spesi tra Stato, Regioni e associazioni", ribadisce. Il disegno di legge sul biotestamento, in discussione in aula alla Camera dal 21 febbraio, incasserà "un consenso ben superiore a quello della maggioranza politica che sostiene il governo". Ne è convinto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, intervenuto alla celebrazione a Roma della Giornata nazionale degli stati vegetativi. "Auspico che ci possa essere - afferma - una riflessione serena, che possa condurre a valutazioni quanto più condivise. Dal punto di vista regolatore credo che la soluzione individuata dalla Commissione Affari sociali della Camera sia idonea, e sono convinto che può riscontrare un consenso ben superiore a quello della maggioranza politica che sostiene il governo, con la difesa - sottolinea Sacconi - del diritto naturale delle persone ad avere soddisfatti bisogni vitali quali nutrizione e idratazione, che non sono terapie come hanno sostenuto mozioni non solo della maggioranza ma anche del Pd al Senato". "La scelta della data della morte di Eluana Englaro per la Giornata nazionale sugli stati vegetativi, nella migliore delle ipotesi è un'operazione di cattivo gusto. Nella peggiore, e temo sia anche la più realistica, è una operazione strumentale che il governo avrebbe dovuto evitare e in caso lasciare ai singoli pasdaran 'pro life forzatà", afferma la senatrice dei Radicali, Donatella Poretti. "Nel bel mezzo di una politica che a parole propugna una visione etica e nei fatti ne realizza altra - sottolinea in una nota Poretti - sarebbe stato bello almeno oggi tacere e lasciare a ciascuno a riflettere sulle proprie decisioni e sulla libertà di poterle prendere almeno sul proprio corpo". Per la Poretti, "l'istituzione di questa giornata con queste modalità (una direttiva del presidente del Consiglio pubblicata in Gazzetta Ufficiale alla vigilia della ripresa del dibattito parlamentare sul biotestamento), offre l'immagine devastante di un corpo ostaggio dello Stato, ancor peggio del Governo di turno, che decide al posto della persona e non nel rispetto della persona".