Roma, 9 feb. (Adnkronos/Ign) - Nel giorno del lutto cittadino per la morte dei 4 bambini rom è botta e risposta tra Alemanno e Maroni sulla situazione dei campi nomadi. Il sindaco di Roma fa sapere che se il ministro dell'Interno dovesse rifiutare lo stanziamento di nuove risorse per il piano nomadi ''mi appellerò -dice - direttamente al premier e gli spiegherò la situazione''. Immediata la replica del Viminale che vuole capire il motivo della richiesta prima di decidere. ''Mi è dispiaciuto - ha detto Maroni - leggere della richiesta contenuta nella lettera (inviata dal sindaco e dal prefetto, ndr) sulle agenzie di stampa invece che direttamente. Ho letto che vengono chiesti altri 30 mln di euro, voglio capire che cosa significa. Non è mai venuta fuori - ha precisato il ministro - la necessità di aumentare i finanziamenti''. Maroni ha ricordato che sono stati istituiti i commissari di governo per l'emergenza dei campi nomadi e sono stati stanziati 60 mln di euro (di cui 20 alla Regione Lazio) per far fronte alle necessità. Poi ha sottolineato che non è in atto ''nessuna polemica con il sindaco di Roma che ha fatto molto per sistemare le cose come gli altri sindaci coinvolti, si tratta solo di capire e valutare''. Dopo lo scambio di battute, il giallo sull'incontro ipotizzato per oggi dal primo cittadino della capitale con il ministro dell'Interno. Prima fonti del Viminale precisano che ''non risultano incontri programmati'', poi Maroni stesso fa sapere: "Alemanno? Certo che lo incontro, non so quando. Ma non diventi un tormentone...". Sempre Alemanno oggi ha spiegato che ''serve un piano nazionale, ci vuole un passo diverso perché siamo di fronte a nuovi arrivi di rom neo comunitari. E' chiaro, poi, che mentre si lavora sull'emergenza bisogna lavorare anche sulla progettualità". "Non si può dire che questi 30 milioni di euro non servono - ha spiegato -. Non si può dire come ha fatto improvvidamente il ministro Maroni 'non so, non capisco, non vedo, non intendo'. Mi auguro che oggi ci sia modo di chiarirsi. Io non starò zitto ma urlerò queste necessità". Secondo Alemanno, "serve un'andatura diversa, un passo diverso soprattutto con l'arrivo dei rom neo comunitari che spesso vanno a vivere in baracche e giacigli di fortuna. Di fronte a una realtà di questo genere occorre un meccanismo da Protezione Civile come se ci fosse stato un terremoto o un'alluvione". Il sindaco di Roma ha spiegato che ''comunque fronteggeremo in qualche modo il problema. I fondi ulteriori non servono domani per la prima emergenza, ma per realizzare i campi che devono essere costruiti in un secondo momento. Il problema, quindi, si può anche risolvere nella manovra di giugno. L'importante è avere il segnale di disponibilità per programmare questi lavori e chiudere il piano nomadi entro l'anno''.