Roma, 10 feb. - (Adnkronos) - ''Il sacrificio delle generazioni che ci precedono non è stato vano se oggi possiamo insieme costruire un avvenire migliore per i nostri popoli e per l'Europa''. E' iniziato così l'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale in occasione del 'Giorno del ricordo' che commemora la tragedia degli italiani del confine orientale alla fine della seconda guerra mondiale. Il capo dello Stato ha ricordato che ''l'Adriatico dopo aver sofferto a lungo lacerazioni e conflitti viene oggi trasformato dalla prospettiva euroatlantica. Le nuove generazioni, slovene, croate, italiane si riconoscono in una comune appartenenza europea che arricchisce le rispettive identità nazionali'' mentre la presenza di minoranze nazionali nei tre Paesi ''rievoca vincoli storici e culturali che si snodano attraverso secoli e costituisce una ricchezza comune di cui fare tesoro'', in un quadro di fondo che ''è dunque una nuova comunità di valori tra i tre Paesi''. ''Siamo ormai -ha sottolineato il presidente della Repubblica- o stiamo per diventare tutti cittadini europei. Possiamo perciò guardare al passato come sono riusciti a fare tanti altri Stati dell'Unione e dell'alleanza atlantica dopo essersi combattuti aspramente e con devastazioni profonde e reciproche''. Napolitano ha esordito ricordando come il suo primo discorso del 10 febbraio 2007 in occasione del Giorno del ricordo ''volle porre fine ad ogni residua congiura del silenzio, a ogni forma di rimozione diplomatica o di ingiustificabile dimenticanza rispetto a così tragiche esperienze''. 'In ciascun Paese -ha proseguito- si ha il dovere di coltivare le proprie memorie, di non cancellare le tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo. L'essenziale è però -ha avvertito Napolitano- 'non restare ostaggi', come ho avuto modo di dire incontrando il presidente Turk, né in Italia, né in Slovenia, né in Croazia 'degli eventi laceranti del passato'. L'essenziale è non far nascere ancora 'conflitti dai ricordi''', secondo l'espressione dello stesso presidente sloveno Turk, citato da Napolitano. Il capo dello Stato ha concluso esprimendo il suo apprezzamento per la ''sintonia col governo'' rappresentato dal sottosegretario Gianni Letta e dal ministro Ignazio La Russa e ha anche fatto proprio ''gli accenti di fiducia nel futuro'' dello scrittore e amico Enzo Bettiza. In particolare Napolitano ha mostrato di apprezzare il progetto della costruzione di un parco della pace da Caporetto a Duino, dove durante la prima guerra mondiale morirono un milione di europei. Un invito a non dimenticare viene anche dal Presidente del Senato, Renato Schifani. "Anche quest'anno la data del 10 febbraio ci riporta alla memoria uno dei capitoli più dolorosi della storia d'Italia: il massacro di migliaia di italiani trucidati nelle foibe e il dramma smisurato e silenzioso di centinaia di migliaia di nostri connazionali, profughi istriani, fiumani e dalmati"."Che la tragedia di una terra e di un popolo non sia dimenticata. Che un'Europa finalmente libera dalle contrapposizioni etniche e dal desiderio di vendetta possa essere la patria comune nel cui seno -conclude il presidente del Senato- le due sponde dell'Adriatico ricordino la loro storia con la serenita' e la forza di chi respinge convintamente il male del proprio passato e, forte della propria memoria, guarda all'avvenire con ottimismo".