Parigi, 10 feb. - (Adnkronos) - Giudici provenienti da tutta la Francia, ma anche guardie carcerarie e poliziotti, stanno convergendo su Nantes per una grande manifestazione di protesta contro il presidente francese Nicolas Sarkozy, prevsita per il pomeriggio. A scatenare la reazione della magistratura sono state le accuse lanciate dal capo dello stato contro i giudici di Nantes, rei di aver messo in libertà senza controlli un pregiudicato, ora sospettato di aver ucciso una ragazza. Ma alla radice della protesta c'è la forte frustazione di una categoria, che da anni si lamenta di mancanza di mezzi e personale, e si sente trasformata in capro espiatorio sui temi della sicurezza. Tragico simbolo di questa frustrazione è il giudice Philippe Tran-Van, che in settembre si è suicidato sotto un treno perché sopraffatto dalla mole di lavoro. "Ho dato tutto alla magistratura- si legge nella sua lettera d'addio pubblicata oggi dal Nouvel Observateur- ho dato il meglio di me stesso, ho sacrificato la mia vita di coppia.. mi dicono che sono incompetente a gestire il mio ufficio, ma con la miglior volonta' del mondo e' impossibile far fronte al carico di lavoro". Da quando venerdì scorso Sarkozy ha attaccato i giudici per l'omicidio della 18enne Laetitia Perrais, ben 170 dei 195 tribunali francesi hanno risposto all'appello del loro sindacato Usm e hanno sospeso tutte le udienze non urgenti. Anche due sindacati di polizia si sono schierati con i magistrati, accusando Sarkozy di sfruttare l'emozione suscitata dal brutale assassinio della giovane cameriera di Nantes. Domani sono previste nuove assemblee di magistrati e si ritiene che lo stato d'agitazione durerà fino a lunedì. Il governo ha reagito accusando i giudici di un comportamento "eccessivo" e sembra voler ricorrere alla mano dura: il ministero della giustizia ha infatti chiesto gli elenchi di tutti i partecipanti alla protesta. Malgrado lo scontro sia partito da un grave fatto di cronaca nera che ha scioccato l'opinione pubblica, un sondaggio Bva pubblicato oggi sul sito "20 minutes" riferisce che il 65% dei francesi si schiera dalla parte dei giudici. Ai magistrati di Nantes, Sarkozy ha contestato di aver scarcerato un anno fa il 31enne Tony Meilhon, dopo che aveva scontato l'ultima di una serie di 13 condanne, senza assicurare che fosse sottoposto ad una terapia. Ma i giudici di Nantes rispondono che la mancanza di risorse ha reso impossibile seguire da vicino l'uomo dopo la scarcerazione.