Il Cairo, 10 feb. (Adnkronos/Aki) - Social network e blog sono state le 'armi' con cui l'opposizione egiziana ha lanciato la sua sfida al rais Hosni Mubarak. La rete ha avuto un ruolo determinante nel catalizzare la protesta contro il presidente egiziano, che dopo 17 giorni consecutivi di manifestazioni in piazza sembra essere arrivato al punto di annunciare le dimissioni. Cosi' come e' avvenuto in Tunisia, dove una sollevazione popolare ha portato alla caduta del presidente Zine El-Abidine Ben Ali, internet e' stato lo strumento con cui l'opposizione in Egitto ha diffuso capillarmente le sue rivendicazioni politiche, chiamando a raccolta milioni di persone che sono scese in strada contro Mubarak al Cairo e nelle altre citta' del Paese. Proprio i blog sono stati fondamentali per organizzare la prima imponente manifestazione contro il regime il 28 gennaio, in quella che i leader dell'opposizione hanno ribattezzato il 'Venerdi' della Collera'. A nulla e' servita la stretta contro il web da parte delle autorita' che hanno bloccato internet e i social network Facebook e Twitter per impedire lo scambio di informazioni tra gli oppositori. Una censura che in molti ha ricordato la repressione del governo iraniano di due anni fa contro l'Onda Verde. Proprio gli eventi legati al 'Venerdi' della Collera' sono stati decisivi per capire l'importanza che internet ha avuto nelle proteste. La censura del web decisa dal governo ha dimostrato che l'opposizione non trae la sua forza solo dalla rete, ma che la linfa del movimento nasce dalla sua capacita' di dialogo con tutti gli attori sociali, dai diseredati ai liberi professionisti, dagli studenti ai 'colletti bianchi'. La 'Giornata della Collera', promossa e coordinata tramite il web, ha fornito una spinta decisiva al movimento che chiede le dimissioni di Mubarak. Per capire la forza dei social network in Egitto basta ricordare come il movimento giovanile '6 aprile' possa contare sul sostegno di decine di migliaia di persone su Facebook. Inoltre, la pagina dedicata a Khaled Said, un ragazzo di Alessandria morto a causa delle torture subite dalle forze di sicurezza, conta ora oltre 600 mila sostenitori. La rete, inoltre, ha veicolato le notizie sulle proteste in tutto il paese, contribuendo a estendere la mobilitazione. Oggi in Egitto, anche nelle aree rurali, un numero elevato di persone ha la possibilita' di collegarsi ad internet. Questo rende pressoche' impossibile per il governo perseguire tutti gli attivisti del web, malgrado la presenza di una speciale unita' della polizia specializzata nel monitoraggio dei movimenti dell'opposizione sulla rete. Molto importante per l'opposizione sono stati anche i video amatoriali pubblicati sulla piattaforma YouTube. Alcuni filmati shock hanno mostrato la ferocia della repressione della polizia egiziana, che in alcuni casi non hanno esitato ad aprire il fuoco contro manifestanti disarmati. Hanno contribuito a creare nel mondo un'immagine positiva ed estremamente pacifica del movimento d'opposizione, inoltre, alcuni video-messaggi di bambini scesi in piazza contro Mubarak. In uno di questi una bambina saudita di 8 anni, Juju, chiede elezioni libere al presidente egiziano. In un altro, si vede un bambino guidare la rivolta contro il presidente ad Alessandria. Nel video, il piccolo lancia slogan contro il presidente e definisce "illegitimi" alcuni politici egiziani, tra cui Mubarak, suo figlio Gamal e alcuni ex ministri rimossi dal loro incarico su pressione dei manifestanti. "Mubarak svegliati, oggi e' a tua ultima giornata", urla il bambino e ancora "Rivoluzione, rivoluzione, fino al trionfo".