Mubarak: ''Resto ma cedo i poteri''. Contro il rais l'ira di piazza Tahrir
Il Cairo, 10 feb. (Adnkronos/Aki) - ''Resterò al potere fino alle prossime elezioni'' ma "ho pensato di affidare i miei poteri al vice presidente (Omar Suleiman, ndr) in base a quanto previsto dalla Costituzione''. E' quanto annunciato dal presidente egiziano Hosni Mubarak nel discorso televisivo. A proposito delle vittime degli scontri tra manifestanti e polizia in Egitto, ha assicurato che "il loro sangue non è stato versato invano"
Nel corso del video messaggio, il capo di Stato ha parlato poi della ''fine dello stato d'emergenza" introdotto nel 1981, aggiungendo che ha l'intenzione di non ricandidarsi alle prossime presidenziali: "Esaudirò le richieste avanzate dai giovani". Inoltre, ''farò in modo che ci siano tutte le condizioni per tenere elezioni libere e trasparenti in Egitto".
Ma, sottolinea, "non accetterò ordini dall'estero, non importa da chi arrivino". "Non c'è giorno che io non abbia subito pressioni estere, eppure sono riuscito a salvaguardare la pace nel Paese", spiega. Inoltre, "continuerò a rispettare i miei obblighi", tra cui quello della "piena attuazione della Costituzione", "fino alla transizione al potere a chi sarà eletto". Transizione che ''comincia ora e va avanti fino a settembre". E conclude: "Non intendo lasciare il Paese" dove resterà ''fino alla morte''.
Le aspettative dei dimostranti al Cairo sono dunque andate deluse. C'è delusione e rabbia, in piazza Tahrir, da 17 giorni simbolo della protesta contro il governo Mubarak. Sentimenti che nel centro del Cairo si sono tradotti con il gesto di sfregio del lancio di scarpe simbolico contro il capo di Stato. I migliaia di manifestanti continuano a intonare slogan con cui chiedono che Mubarak lasci il potere.
In centinaia avevano strascorso la notte accampati in strada, vicino alle sedi parlamentari. E le autorità hanno deciso di schierare di nuovo l'esercito a difesa di alcuni obiettivi sensibili al Cairo. Per quanto riguarda le altre città, a Port Said un gruppo di manifestanti ha preso d'assalto la sede della polizia. Secondo quanto riferisce 'al-Jazeera', i manifestanti - circa 3.000 persone - hanno dato fuoco a 15 auto della polizia. Il sito dell'emittente, inoltre, fa sapere che è stato licenziato il responsabile della sicurezza della città di Wadi al-Jadid, teatro da giorni di gravi scontri tra manifestanti e forze di sicurezza che hanno provocato la morte di 5 persone e decine di feriti. Il capitano di polizia che ha autorizzato gli agenti a sparare sulla folla è stato arrestato e sarà processato.
Intanto la procura del Cairo ha accusato formalmente l'ex segretario del Partito nazionale democratico al governo, Mohammed Ezz, e tre ex ministri del passato governo di corruzione. Lo ha reso noto la tv di Stato egiziana. La procura ha confermato anche il congelamento dei conti correnti di Ezz, dell'ex ministro del Turismo Zuheir Jarana, dell'ex ministro per l'Edilizia pubblica Ahmed Moghrebi e dell'ex ministro del Commercio Mohammed Rashid. La procura li accusa anche di peculato e di altri reati commessi durante l'esercizio delle loro funzioni pubbliche.
