Venezia, 11 feb. - (Adnkronos) - "Come temevo la grave crisi sociale e politica dei paesi del Maghreb, in particolare Tunisia ed Egitto, sta portando ad una fuga di massa. In particolare, dalla Tunisia verso l'Italia. C'è il rischio di una vera e propria emergenza umanitaria". E' l'allarme lanciato dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, stamane in occasione di un convegno a Venezia sul tema 'Il Veneto: tradizione, tutela, continuita''. Il titolare del Viminale ha spiegato che "in fuga da quei paesi stanno arrivando centinaia di persone sulle coste italiane. Stiamo mettendo in campo tutte le iniziative per fronteggiare questa crisi umanitaria". E Maroni ha quindi annunciato che "la prossima settimana, giovedi' prossimo, ho gia' convocato il comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza a cui ho invitato anche il ministro degli Esteri, per decidere le misure più idonee, gli ho chiesto naturalmente il coinvolgimento della Comunita' europea, perche' gli strumenti necessari per porre rimedio a questa situazione non possono essere messi in campo solo dall'Italia". Il ministro dell'Interno ha quindi sottolineato "il problema è che l'accordo bilaterale che abbiamo con la Tunisia e che ha permesso finora di gestire in modo efficace il contrasto all'immigrazione clandestina, non viene attuato dalle autorita' tunisine proprio per la situazione di crisi. C'è una incapacità di fronteggiare la situazione da parte delle autorità tunisine -ha concluso- che comporta questa situazione. Dobbiamo intervenire e studieremo le misure adeguate". Riguardo le questioni politiche in Italia, Maroni si dice convinto che il governo "durerà, abbiamo recuperato la maggioranza in Parlamento e quindi dal punto di vista dei numeri la maggioranza c'è e continueremo a governare". E sul federalismo spiega: "E' uno dei sistemi culturali prima che istituzionali, per tenere insieme le diversità, per creare una unità di queste diversità, che porta ricchezza e maggiore energia". Sul fronte delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia Maroni ha spiegato che "se uno pensa che qualcuno voglia cancellare queste diversità si ribella e cerca altre direzioni. Il metodo giusto è quello di far capire che possono sopravvivere queste diversità anche linguistiche all'interno di un contesto flessibile che non vuole cancellarle, ma che vuole tutelarle e salvaguardarle. E il federalismo nel 150° dell'Unità d'Italia può essere davvero la risposta giusta anche sul piano culturale". Perché, ha concluso Maroni, "la lingua è la voce del cuore, rappresenta l'orgoglio di appartenere ad una comunità. Sono tante le lingue italiane e queste diversità vanno salvaguardate".