Losanna, 11 feb. (Adnkronos/Ats) - La polizia vodese ha confermato oggi in una conferenza stampa che il padre delle gemelline scomparse di St-Sulpice, Matthias Schepp, ha scritto in una lettera di aver ucciso le due bambine. La lettera porta la data del 3 febbraio, giorno in cui si tolse la vita. Egli afferma anche di trovarsi a Cerignola, in provincia di Foggia, dove intende togliersi la vita. L'esistenza di questa lettera non è stata resa nota prima per rispettare l'intimità della famiglia e per motivi d'inchiesta. La decisione è stata presa in accordo con le autorità giudiziarie e di polizia francesi. Gli inquirenti hanno saputo martedì delle otto lettere inviate dal 43enne. Le altre sette contenevano i 4.400 euro da lui prelevati a Marsiglia e in seguito inviati per posta alla moglie. Nonostante le notizie provenienti dalla Svizzera facciano pensare a un tragico epilogo della vicenda, continuano nell'agro di Cerignola le ricerche di Livia e Alessia. I soccorritori stanno utilizzando i cani da ricerca delle persone nella zona vicina al luogo dove il padre si è suicidato lanciandosi contro un treno sui binari nei pressi della Stazione ferroviaria. Non più impegnato il cane 'molecolare' che ha lavorato fino a ieri annusando un lenzuolino e una federa (e le relative copie campionate) che erano state mandate sigillate e prelevate con tutte le precauzioni del caso dalla Svizzera. Le indagini vengono coordinate dalla Squadra Mobile della Questura. Intanto la sorella di Matthias Schepp parla del congiunto e lo descrive come "incredibilmente paterno, premuroso, gentile e dolce" ma anche, secondo uno specialista consultato dai familiari, "malato mentalmente". La famiglia si era rivolta a un professore zurighese specializzato in psichiatria e malattie neurologiche. "Egli ha determinato che l'uomo era malato, mentalmente malato", ha spiegato ieri sera la sorella del 53enne alla televisione romanda TSR. "Abbiamo la conferma che aveva uno squilibrio mentale che faceva in modo che potesse avere impulsi suicidi", ha aggiunto. Il 43enne aveva "una facciata molto neutra che ha impedito a noi familiari di poter capire che non stava bene. Leggendo le sue parole e le sue frasi il professore di Zurigo ha trovato che era un uomo che aveva già la morte dentro di lui", ha spiegato la sorella. Lo specialista parla di schizofrenia.