Roma, 11 feb. (Adnkronos) - Addio agli orsi bianchi in buona parte dell'Artico a causa dello scioglimento dei ghiacci sempre più precoce e provocato dal riscaldamento globale. E la parziale estinzione potrebbe diventare realtà già entro la metà di questo secolo. L'allarme arriva da uno studio pubblicato da Nature Communications in cui gli scienziati hanno applicato agli attuali dati proiezioni sulla sparizione della calotta di ghiaccio nei prossimi anni. Lo studio è stato realizzato dai ricercatori dell'Università canadese di Alberta che hanno valutato i dati sul numero e le dimensioni dei cuccioli di orso polare della Baia di Hudson, una vasta insenatura dell'Oceano Atlantico in corrispondenza della costa nord-orientale del Canada, una delle aree dove maggiormente si sentono gli effetti del riscaldamento globale. In questa zona i ricercatori hanno verificato che le femmine di orso bianco si nutrono per almeno 4 mesi prima che il ghiaccio si sciolga completamente, spingendole quindi a tornare nell'interno dove non trovano cibo. Lo scioglimento del ghiaccio però si sta anticipando già a partire dagli anni '90 e sempre più femmine di orso bianco non riescono a mangiare abbastanza e guadagnare peso tanto da portare a termine una gravidanza o a dar vita a cuccioli sani. Già nei primi anni '90, hanno calcolato i ricercatori, il 28% delle femmine gravide di orso bianco non riusciva ad avere i suoi cuccioli. Oggi la finestra temporale relativa allo scioglimento dei ghiacci si è già ristretta di un paio di settimane rispetto agli anni '90. Le proiezioni calcolate dagli scienziati, inoltre, indicano che entro la metà di questo secolo, il 2050, i ghiacci dovrebbero sciogliersi completamente già dal primo luglio, cioè un mese prima rispetto al 1990. In base a questo scenario, i ricercatori ritengono che potrebbe salire al 73% la percentuale di femmine che non riusciranno a partorire cuccioli a causa delle condizioni ambientali non adeguate. Una percentuale che potrebbe arrivare anche al 100% se i ghiacci si sciogliessero due mesi prima. "Questo vuol dire che se il trend continuerà, la Baia di Hudson non ospiterà più orsi e lo stesso discorso potrebbe valere per altre popolazioni che vivono in zone diverse" scrivono su Nature i ricercatori autori dello studio, realizzato anche attraverso l'analisi delle feci degli orsi bianchi.