Rho-Pero (Milano), 11 feb. (Adnkronos) - "Saranno tre giorni intensi, di grande lavoro in cui metteremo in mostra le nostre idee per una stagione di riscatto della patria e di protagonismo. Solo il tempo dirà se saremo all'altezza di questo compito". Con queste parole, dopo l'inno nazionale, Gianfranco Fini ha aperto ufficialmente l'assemblea costituente di Futuro e Libertà che si tiene alla Fiera milanese di Rho-Pero da oggi fino a domenica. "Noi vogliamo che la primavera italiana non sia solo una speranza ma sia la realtà", conclude Fini che domenica mattina chiuderà con il suo discorso i lavori dell'assemblea. Il dibattito interno al partito si concentra, intanto, sulle prospettive del partito e del suo leader. Per l'ex ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi la possibilità che Gianfranco Fini si candidi a premier in caso di elezioni ''è l'unica strada''. ''Fini deve essere leader di una lista civica nazionale alternativa alla sinistra - prosegue Ronchi - per dare un punto di riferimento nuovo alla destra italiana. Non ci sono crisi di gelosie tra i leader del nuovo polo moderato, un polo che deve avere i valori del Ppe e deve essere alternativo alla sinistra. Mai accordi con la sinistra'', conclude Ronchi. "Il Fli nasce come alternativa alla sinistra e per batterla alle urne. Questo è il nostro obbiettivo", gli fa eco il capogruppo alla Camera di Futuro e libertà Italo Bocchino. Quanto all'ipotesi di indicare Gianfranco Fini candidato premier, per Bocchino "i candidati si scelgono quando ci sono le elezioni e al momento non c'è nessuna possibilità di immaginare che da qui a 60 giorni si vada alle urne". Un'apertura alla sinistra arriva invece da Fabio Granata. "Il tema delle alleanze elettorali non è di attualità, potrebbe anche esserci una situazione di emergenza che ci porti ad alleanze che siano più ampie rispetto al solo polo della nazione. Non possiamo escluderlo". ''Certamente Gianfranco Fini - prosegue Granata - è quello che esprime meglio il senso della modernità, potrebbe esserci anche una situazione con Fini leader e Casini candidato premier ma comunque dipenderà dalla situazione e dalle alleanze", conclude Granata. Secondo il coordinatore nazionale del partito Adolfo Urso, "c'è tanto spazio per dare rappresentanza a un nuovo polo davvero responsabile, moderno, riformista, europeo, liberale che realizzi le riforme". Quale l'elettorato su cui puntare? "Vi sono oggi in Italia circa 20 milioni di elettori che rifiutano di esprimersi - osserva - e che si rifugiano nell'astensione disgustati dalla politica e tanti altri che non sopportano più questo bipolarismo tribale in cui si vuole occupare lo Stato per annichilire l'avversario". "Noi ci rivolgiamo a chi si trova a disagio in questo centrodestra e non trova una rappresentanza", osserva. Durante il primo giorno di lavori, Luca Barbareschi, dopo le polemiche dei giorni scorsi per la sua astensione in aula sul caso Ruby, torna a ribadire: "Non sono mai uscito da Fli, non c'è mai stata una mia dichiarazione in questo senso. Avete fatto tutto da soli".