Roma, 11 feb. (Adnkronos/Ign) - Continua la battaglia della Lega Nord contro la chiusura degli uffici pubblici per la ricorrenza del 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia. Per il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli la legge istitutiva della festa del 17 marzo manca della copertura finanziaria, secondo quanto emerge dal parere della commissione Bilancio di Montecitorio e dalla relazione della Ragioneria generale dello Stato. Pertanto, ''e' evidente che o il 17 di marzo andiamo tutti a lavorare oppure la legge in oggetto e' priva di copertura ed e' quindi incostituzionale ex articolo 81 della Costituzione''. ''Come ho gia' spiegato nei giorni scorsi -dichiara Calderoli- sono e resto contrario al fatto che l'attribuzione delle caratteristiche di festivita' nazionale, conferita alla data del 17 di marzo, comporti la chiusura di molti uffici pubblici, per le ragioni che ho gia' spiegato ovvero che in un periodo di crisi come quello attuale non mi pare opportuno caricarsi dei costi di una giornata festiva che avrebbe sicuramente ricadute sul settore privato, oltre alle possibilita' di estendersi ad un 'ponte' che si verrebbero a creare conseguentemente''. ''E ribadisco -insiste l'esponente della Lega- che un evento significativo quale il 150esimo dell'Unita' d'Italia puo' essere celebrato degnamente lavorando o andando a scuola e non restando a casa. A riguardo, comunque, ritengo sia utile che tutti vadano a leggersi il parere espresso in proposito dalla commissione Bilancio della Camera dei deputati in relazione alla conversione del decreto legge n.64 del 2010, dove si esprime parere favorevole ma con un'unica osservazione dove e' scritto: 'Si valuti l'opportunita' di precisare che la festa nazionale per la celebrazione del 150° anniversario della proclamazione dell'Unita' d'Italia non determina gli effetti civili di cui alla legge n.260 del 1949 e che di cio' occorre tenere conto in sede di adozione del decreto del presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 3 dell'articolo 7 bis'''. Intanto, Confindustria, Rete imprese Italia, Confapi, Confcooperative, Cisl, Uil e Ugl hanno assunto oggi un "impegno formale" affinche' le celebrazioni previste per il 17 marzo si svolgano sui luoghi di lavoro. Lo si legge in una nota unitaria, che non è stato firmato però dalla Cgil. "I firmatari del presente comunicato assumono oggi l'impegno a dare il massimo contributo affinche' la ricorrenza del 17 marzo sia vissuta con autentico e orgoglioso senso di partecipazione. A tal fine verra' messa in atto ogni forma di collaborazione con le pubbliche istituzioni per organizzare nei luoghi di lavoro momenti di celebrazione e di aggregazione attorno alla bandiera nazionale e ai fondamentali valori che essa rappresenta", si legge nella nota. Nella maggioranza e nel governo però le posizioni restano differenti. Dopo la decisione del ministro Gelmini di tenere le scuole aperte, oggi il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini annuncia che il 17 marzo gli istituti scolastici del Lazio rimarranno chiusi. ''Oggi ho posto la questione all'attenzione della Giunta - spiega - che ha condiviso la decisione di chiudere gli istituti scolastici. La giornata del 17 marzo potra' essere l'occasione per gli studenti di partecipare alle celebrazioni che si svolgeranno per festeggiare i 150 anni dell'Italia unita, per cui anche la Regione Lazio e' impegnata a contribuire. A questo proposito - aggiunge - gli assessorati regionali alla Scuola e alla Cultura organizzeranno per la giornata del 17 marzo eventi in tutte le cinque province del Lazio, per consentire agli studenti di poter ulteriormente approfondire i temi legati all'Unita' d'Italia''. ''Questo anniversario e' particolarmente importante - conclude Polverini - anche alla luce del delicato passaggio che il paese sta compiendo verso il federalismo, per rafforzare e promuovere soprattutto tra i giovani i valori dell'Unita' d'Italia''.