Roma, 14 feb. (Adnkronos) - Siglato l'accordo di programma per il rilancio industriale del sito siciliano di Termini Imerese che Fiat è in procinto di dismettere a partire dal 31 dicembre prossimo. A siglare l'intesa, che sarà formalizzata mercoledì prossimo, il ministero dello Sviluppo economico, la Regione siciliana, la Provincia ed il Comune di Palermo assieme all'Asi, proprietari del terreno. Ad annunciarlo è il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani prima di incontrare i sindacati. Con l'accordo saranno attivati 450 mln di euro, 100 mln dal ministero e 350 mln dalla Regione Sicilia di cui 150 per far fronte alle infrastrutture necessarie al rilancio del sito. Altre risorse per circa 650 mln, arriveranno invece dai privati. Complessivamente, dunque, per la rinascita industriale del sito di Termini Imerese dovrebbero essere messi in pista circa un miliardo di euro. A beneficiare dello sforzo congiunto pubblico e privato le 7 aziende inserite dal ministero dello Sviluppo economico nella short list definita al termine di una lunga scrematura delle offerte arrivate sul tavolo della task force. Ad aggiudicarsi dunque per ora la partecipazione all'industrializzazione del sito sono la De Tomaso di Gian Mario Rossignolo, che produrrà auto di lusso; il fondo Cape che punta a realizzare auto elettriche; la Med Studio che finalizza l'investimento alla creazione di studi cinematografici; l'azienda vivaistica dei Fratelli Ciccolella con la produzione di energia da fotovoltaico; la società Lima che produrrà elettromedicali con tecnologia innovativa; la Biogen, che lavora biomasse per la produzione di energia elettrica e la Newcoop che si muove nel settore della logistica. L'accordo inoltre prevede la salvaguardia e l'allargamento della base occupazionale: Fiat, infatti, come ha spiegato ancora il ministro Romani, cede gli impianti a fronte di una "ricollocazione integrale dell'occupazione" che dunque dovrebbe aumentare dalle 1.500 unità previste dal sito e dall'indotto ai 3.300 occupati con i nuovi progetti. "Da una situazione di crisi si è passati ad una straordinaria ristrutturazione aziendale", spiega ancora il ministro. Al momento, dunque, l'ultima delle offerte arrivate sul tavolo del ministero, quella della Dr, la giovane casa automobilistica molisana di Macchia d'Isernia, non è entrata a far parte della short list delle aziende candidate al rilancio industriale di Termini Imerese. La proposta infatti è considerata dal ministero in "stand by": "Ci è sembrato corretto che le aziende già inserite nella short list fossero premiate", spiega ancora Romani che però aggiunge: "Nulla toglie che laddove si profilasse la necessità la lista potrebbe essere ampliata". Il ministero, infatti, si è riservato la possibilità di inserire qualche altra azienda se un domani si profilasse una proposta interessante e forte che avesse anche i requisiti territoriali adatti.