Alfano: "In gioco la sovranità del Parlamento". Il Pd: "Premier si dimetta"
Roma, 15 feb. (Adnkronos/Ign) - Dopo la decisione del gip di Milano, Cristina di Censo sul processo a Silvio Berlusconi, l'opposizione chiede le dimissioni del premier, il Pdl punta il dito contro i giudici di Milano mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna a esprimere preoccupazione.
Quelli di oggi sono "tempi comunque difficili, nel tanto frastuono e fra i tanti motivi di ansieta' che viviamo" sottolinea il capo dello Stato con un chiaro anche se implicito riferimento ai temi di stretta attualita' politica.
A difendere il premier interviene con forza il ministro della Giustizia Angelino Alfano che accusa il giudice di Milano di non aver tenuto conto del voto della Camera. E questo, sottolinea "è un tema che attiene l'autonomia, la sovranita' e l'indipendenza del Parlamento". "Ampiamente acclarata -prosegue- e' l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, non e' certo il governo ad intervenire per tutelare l'autonomia e l'indipendenza del Parlamento". "Io sono ministro della Giustizia, non devo ne' posso intervenire su questi temi che sono prerogativa propria di ciascun organismo costituzionale".
Il Guardasigilli respinge le ipotesi di dimissioni di Berlusconi. "E la presunzione di innocenza? Allora tutti gli indagati sono colpevoli? Tutti devono fare un passo indietro?". "Il premier ha un forte mandato conferitogli dagli italiani ed e' un mandato non nato occasionalmente ma reiterato in almeno tre circostanze", ovvero alle elezioni "politiche, europee e regionali" afferma Alfano.
Il Pdl è pronto a mobilitarsi, ma almeno per ora esclude l'ipotesi di scendere in piazza per difendere il premier dall'offensiva giudiziaria lanciata dai pm di Milano per il caso Ruby. Il partito si divide sull'opportunita' politica di 'scendere in campo' o meno. In molti temono l'effetto boomerang. Spettera' al Cavaliere fare la scelta e tutti attendono un suo segnale.
Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, spiega: ''Manifestazioni di piazza? Questa è un'altra materia sulla quale rifletteremo successivamente, perche' non vogliamo dare nessuna immagine di essere asserragliati nel palazzo e di non mantenere un grande rapporto con le masse popolari che hanno votato per Berlusconi''.
''E' una decisione, quella del gip di Milano, che ci aspettavamo nel quadro di una strumentale accelerazione del processo'', assicura Cicchitto. Maurizio Paniz, deputato Pdl e componente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, non vede di buon occhio l'idea di scendere in piazza: ''Noi ci misuriamo sui fatti concreti, non vedo ora l'opportunita' di fare una manifestazione''.
''Il governo va avanti, resistendo a questi tentativi di manomettere l'equilibrio politico del Paese - aggiunge Cicchitto -. Il governo, dal punto di vista politico, portera' avanti la sua azione non facendosi distogliere da questo tentativo di modificare il quadro politico attuale''. A chi gli fa notare che il collegio giudicante del premier sara' composto da sole donne, Cicchitto taglia corto: ''Questo e' irrilevante, non c'entra nulla''.
Il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi chiede l'intervento di Napolitano. ''Mai nella storia d'Italia vi e' stato un uso della giustizia cosi' finalizzato alla lotta politica. E' inevitabile. Non tiro per la giacca il Capo dello Stato, ma solo lui che ha combattuto il fascismo puo' fiutare l'aria che tira''.
L'attacco alla procura di Milano unisce tutti gli esponenti della maggioranza. Per il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo ''Il giudizio immediato disposto dal Gip nel processo farsa contro Silvio Berlusconi conferma che la via giudiziaria in Italia e' la 'continuazione della politica con altri mezzi'".
Sulla stessa linea il vicepresidente Pdl della Camera, Maurizio Lupi secondo cui "c'è una procura italiana che, attraverso una indagine risibile, sta cercando di ribaltare l'ordine democratico. L'offensiva lanciata dai magistrati nei confronti del premier non ha precedenti in Italia e nel mondo''.
Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano chiede al presidente dell'Anm Palamara, di illustrare i tempi medi di indagine e di citazione a giudizio, dentro e fuori il circondario di Milano, per reati come rapine ed estorsioni: siamo tutti pronti ad applaudire se sono in linea con lo sprint seguito per l'indagine su Ruby. O la legge non e' uguale per tutti anche quanto alla lunghezza dei processi?".
Per il presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni nei confronti di Berlusconi "non esiste alcuna ipotesi accusatoria". "E' successo quello che la difesa si aspettava -ha commentato- e sull'ipotesi di reato della prostituzione minorile la presunta vittima ha sempre negato e credo che tutto si rivelera' una bolla di sapone. La vittima non c'e' e non c'e' neanche chi avrebbe potuto colpirla". Per quanto riguarda "l'altro reato imputato a Berlusconi -ha proseguito - si tratta di un conflitto con un ministero ed e' la tipica ipotesi di reato di competenza del Tribunale dei Ministri. In ogni caso mi sembra tutta una grande costruzione mediatica con poca sostanza".
Francesco Storace, segretario nazionale della Destra, attacca la procura di Milano: "Ormai siamo alla barbarie giudiziaria. I criminali stanno in liberta', ma Milano indaga sulle lenzuola''.
Dall'opposizione è unanime la richiesta di dimissioni del premier. Il primo a intervenire è il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini che esorta Berlusconi "a difendersi davanti ai giudici come tutte le persone che non hanno nulla da nascondere risparmiando al Paese la figura davanti al mondo di un presidente del Consiglio processato per prostituzione minorile".
"Ora che Berlusconi e' ufficialmente imputato, tolga l'incomodo e si rimetta al giudizio del Tribunale. E' un suo dovere nei confronti delle istituzioni e del paese - interviene Felice Belisario, capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato -. E' fuori dal mondo che un presidente del Consiglio imputato per prostituzione e concussione non decida di dimettersi. Se e' scontato che i peones berlusconiani si straccino le vesti, la Lega non si renda corresponsabile del tentativo di agire fuori da ogni attribuzione legittima e tolga l'appoggio al Cavaliere''. Per Belisario, ''mentre le parti lese sono una ragazza minorenne all'epoca dei fatti e il ministero dell'Interno, egli pensa di far causa allo Stato dopo averlo fatto oggetto dei suoi abusi e soprusi. Berlusconi dovrebbe smetterla di danneggiare l'Italia: lasci Palazzo Chigi e sieda sul banco degli imputati".
Per il il segretario generale della Cgil Susanna Camusso in un paese normale in questa situazione il presidente Consiglio si dimetterebbe.
Non si schiera invece il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa: "Rispettiamo i magistrati milanesi che hanno scelto il rito abbreviato per Berlusconi, e nei confronti del premier siamo garantisti come per ogni imputato. Ci auguriamo che questa vicenda sia chiarita al piu' presto, nell'interesse delle istituzioni italiane''.
