Conso: ''Nessuna trattativa Stato-mafia''
Firenze, 15 feb. (Adnkronos) - "A me non risultano assolutamente che ci siano state delle intese, delle trattative tra Stato e mafia. L'idea che io possa essere sospettato anche lontanamente di una vicinanza mafiosa mi offende profondamente". Lo ha detto l'ex ministro della Giustizia Giovanni Conso, sentito come teste nell'aula bunker di Firenze nel corso del processo a carico del boss Francesco Tagliavia per le stragi mafiose del 1993.
Interrogato più volte sulle presunte trattative tra spezzoni dello Stato e Cosa nostra per ottenere la revoca del carcere duro, previsto dal 41 bis, a circa 1.100 detenuti mafiosi, Conso ha escluso "assolutamente" una simile ipotesi per quanto riguarda la sua azione al ministero della Giustizia.
Conso ha affermato di aver agito all'epoca sempre di propria iniziativa e senza condizionamenti di altri. "A me non risulta niente di tutto ciò. Però non posso escludere - ha affermato Conso nel corso della sua deposizione - che una sera a cena tra due funzionari si sia discusso su cosa fare per gettare un ponte. Ma io a questo non ci credo".
Sia l'avvocato di parte civile Roberto D'Ippolito, che l'avvocato Luca Cianferoni, difensore di Tagliavia, hanno chiesto più volte a Conso se in qualche maniera abbiano pesato sulla sua attività ministeriale gli attentati mafiosi. Conso ha escluso una tale eventualità e ha osservato: "Qualcuno può anche averlo pensato, io no".
Conso, interrogato dalle parti, ha ripercorso tutta la vicenda dell'applicazione dell'art. 41 bis ai detenuti mafiosi dal 12 febbraio 1993, giorno del suo giuramento al Quirinale come ministro della Giustizia nel governo Amato, fino al 9 maggio 1994, quando decadde il governo Ciampi, dove ricoprì lo stesso incarico di Guardasigilli.
Alla domanda del presidente della Corte d'Assise, Nicola Pisano, se fosse mai fosse stato avvicinato da un qualche referente di Cosa nostra che minacciava nuove stragi per ammorbidire il regime carcerario del 41 bis, Conso ha replicato: "Niente di niente, nessuno mi ha detto mai niente né sono stato avvicinato".
