Federalismo, Lega 'ospita' Bersani e avverte Berlusconi: riforma resta priorità
Roma, 15 feb. (Adnkronos) - Alla fine la Lega non mollerà Silvio Berlusconi, perché è l'''unico che di fatto offre garanzie per portare a casa il federalismo''. E anche se il Pd, per bocca di Pierluigi Bersani, si dice pronto a un patto per realizzare il federalismo, nessuno nel Carroccio scommette sulla sponda dell'opposizione per approvare in via definitiva la riforma.
Umberto Bossi, spiegano in via Bellerio, ha 'ospitato' l'intervista del leader democrat sulla 'Padania' non per fare uno sgarbo al suo 'amico Silvio', ma solo per pungolarlo e per avere un contributo al confronto dialettico che stava rallentando sul tema del federalismo. Un modo per dire, riferiscono alcune fonti del partito: caro Silvio, ti sono sempre stato fedele, ma non tirare troppo la corda, non si può traccheggiare su un argomento che ci sta così a cuore, altrimenti il voto diventa una strada obbligata.
Insomma, si tratterebbe di una sorta di avvertimento a non tradire il patto rinnovato all'ultimo vertice di Arcore. ''Berlusconi - riferiscono le stesse fonti - si ricordi che ci deve il federalismo se vuole il nostro sostegno sulla giustizia''. Stefano Stefani, presidente della commissione Esteri di Montecitorio, conferma questa tesi: ''Bersani sulla 'Padania'? Noi abbiamo sempre dato spazio a tutti, non bisogna trovare sempre un significato politico alle cose. La verità - scherza - è che abbiamo ospitato Bersani per far arrabbiare Berlusconi...''.
I contatti tra Pd e Lega vengono da lontano. Il Senatur, a quanto si apprende, avrebbe dato il via libera all'intervento del segretario democrat già sabato scorso. Oltre a Bersani, la 'Padania' ha dato spazio anche all'intervento di Daniele Marantelli, deputato Pd varesino, considerato l'ufficiale di collegamento tra il Nazareno e via Bellerio.
Nessuna trama anti-Cavaliere, però, ma solo un messaggio rivolto al Pdl per non dimenticare le priorità indicate dal Carroccio. Nella Lega in tanti sono convinti che la mossa di Bossi serva a smuovere le acque, proprio quando tutti, nelle file dell'opposizione, sono tornati a chiedere le elezioni anticipate nel pieno del Ruby gate. Stavolta il Senatur non minaccia il voto, ma chiede a Berlusconi di rispettare i patti, sapendo che le elezioni restano sullo sfondo.
Roberto Castelli, viceministro alle Infrastrutture, minimizza e cita la frase del sacerdote Laocoonte davanti al cavallo di Troia per commentare l'offerta di Bersani: ''Timeo danaos et dona ferentes...''. Il Carroccio, dunque, spiegano, non può perdere tempo, sta aspettando alla Camera la relazione sul federalismo municipale e chiede che si corra su tutto il resto (alla 'bicameralina', infatti, si attende con ansia un altro tassello importante della riforma, quello regionale). Quanto all'opposizione, raccontano, ''se il Pd ci tiene alla nostra riforma, dalle parole passi ai fatti e ci dia dei segnali concreti già sul federalismo regionale''.
