Roma, 16 feb. (Adnkronos/Ign) - ''La media della crescita italiana deve salire, deve andare su''. Lo afferma il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il via libera del Senato al decreto legge Milleproroghe, con il voto di fiducia che ha visto 158 favorevoli, 136 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera per la seconda lettura. ''Adesso - dice il ministro possiamo guardare a lato dello sviluppo economico con un maggiore respiro''. E ''dobbiamo guardare la crescita'', ribadisce Tremonti. Che aggiunge: "Dietro il boom dell'economia tedesca, attesa in declino nel prossimo anno, c'è il fatto che hanno una contrattazione aziendale, utilizzano la domanda che arriva dalla Cina e hanno quote enormi di deroghe alle norme Ue. Ma nessuno si è accorto di questo". Tremonti difende così l'operato del governo in materia di conti pubblici e 'legge' i numeri di crescita dei partner europei a fronte di un aumento del pil italiano che nel 2011 non supererà l'1,1%: "La Francia denuncia una crescita dell'1,5%. Noi invece solo dell'1,1. Ma la Francia ha un deficit del 7%; senza questo deficit i numeri della loro crescita sarebbero uguali ai nostri, se non inferiori", prosegue. Inoltre, ''i numeri sulla disoccupazione sono sotto la media europea'' e i dati sulle nuove imprese che aprono ''sono estremamente postivi segno di una vitalità che riprende'' afferma il ministro, che sottolinea: la crisi ha colpito l'economia mondiale perché ''non c'è stata considerazione per la finanza privata, vogliamo che sia riconosciuta la verità'' perché è stata ''omessa'' la vigilanza sulla finanza privata. Bisogna riconoscere la ''responsabilità di chi non ha vigilato sulle banche'', dice Tremonti. ''La crisi è stata prodotta dalle banche e dalla finanza privata, non dai debiti pubblici o dalle banche italiane'' sottolinea il titolare di via XX settembre. ''Siamo disposti a contribuire ai meccanismi di salvaguardia collettivi, ma sapendo bene che la crisi non deriva dall'omessa sorveglianza delle finanze pubbliche ma dalla finanza deviata di altri Paesi'' che si avvicineranno all'Italia perché la sua è ''la posizione giusta''. E ancora, riguardo alla norma inserita nel Milleproroghe, che prevede della agevolazioni per le banche, in vista dei nuovi paramentri di Basilea 3, ''è fondamentale'' dice Tremonti ''Oggi il sistema bancario italiano ha i mezzi per competere sul mercato internazionale'' perché c'è il modo di ''dare credito alle imprese''. Senza quella norma ''il sistema italiano avrebbe avuto delle difficoltà''. L'introduzione della norma è quindi ''fondamentale perché la guerra del Paese è anche economica: avere sistema economico solido è fondamentale''. Con la norma, ''avremo più solidità delle banche a costo zero per lo Stato e più finanzimenti per imprese. In altri Paesi sarebbe stata coniderata una riforma colossale''. Il problema dell'Italia è il Sud ma "è un dovere di tutti risolverlo" spiega il ministro che non vuole ''far diventare l'Italia un Paese diviso", spiega ricordando come il Nord Italia, in base alle ultime statistiche Ue, "sia, in termini di ricchezza, patrimonio e reddito, uguale alla Francia ed è la regione in assoluto più ricca d'Europa". Il problema dunque è "il contributo al Pil e l'accumulo di ricchezza del Sud. Ma noi non vogliamo diventare un Paese diviso. Dobbiamo però sapere che il problema nazionale dell'Italia è quello meridionale. E, se vogliamo crescere, dobbiamo applicare i nostri talenti sopratutto al Sud che è un dovere di tutti", conclude.