Proteste in Barhein, "sabato manifestazione imponente". A rischio il Gp di F1
Manama, 16 feb. - (Adnkronos/Aki) - "Sabato auspichiamo di organizzare la più grande manifestazione politica nella storia del Bahrein. Puntiamo a 100 mila persone, di sicuro non saranno meno di 50 mila". E' quanto ha annunciato Ebrahim Sharif, il leader del movimento laico Azione Democratica Nazionale, in un'intervista al quotidiano 'Wall Street Journal'. L'organizzazione politica di Sharif fa parte di un comitato di sette gruppi, tra cui il blocco sciita al-Wafaq, nato per coordinare la protesta contro il governo e unificare le richieste dell'opposizione. I leader del comitato, che vede la presenza di gruppi sciiti e sunniti, si incontreranno una volta al giorno a partire da oggi per mettere a punto le attività e la linea politica dell'opposizione.
In Bahrein si sono tenute proteste contro il governo anche oggi, per il terzo giorno consecutivo. Il re Hamad bin Isa al-Khalifa in un discorso alla nazione si è scusato per le vittime degli scontri dei giorni scorsi, promettendo riforme e aperture in senso democratico. Stamani, la tensione è tornata di nuovo alta nella monarchia del Golfo durante i funerali di un manifestante ucciso martedì.
Il governo di Manama ha intanto dato il via a una mediazione con i leader dei gruppi sciiti dell'opposizione per cercare di placare la rivolta scoppiata nel Bahrein contro il regime al potere. Lo riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya', secondo la quale oggi è stata organizzata a Manama anche una manifestazione in favore dell'esecutivo. Sempre sul fronte politico il re del Bahrein avrebbe chiesto segretamente aiuto ai sauditi per domare la rivolta in patria. A svelarlo è il sito di intelligence israeliana Debkafile, secondo cui Al Khalifas ha chiesto a Riad di mettere le proprie forze in stato di allerta in modo che possano intervenire se la situazione dovesse sfuggire di mano. Riad, dal canto suo, ha già iniziato ad aumentare la sicurezza a tutela della propria minoranza scitta nelle regioni orientali del regno ricche di petrolio, proprio in conseguenza delle proteste in Bahrein. Ieri, le forze della sicurezza e dell'esercito sono state dispiegate in quelle regioni e presso gli impianti petroliferi e i porti dell'Arabia Saudita orientale. Molti di questi impianti sono gestiti da sciiti vicini al Bahrein.
Le rivolte popolari in corso in Bahrein stanno mettendo seriamente a rischio la prima prova del Gran Premio di Formula uno, in programma per il 13 marzo.
L'allarme è stato lanciato dal patron dell'evento, Bernie Ecclestone, preoccupato che la gara di apertura del Gran Premio possa essere utilizzata dai manifestanti anti-governo per attrarre l'attenzione sulle loro richieste di riforme democratiche. "Stiamo monitorando la situazione molto attentamente e sappiamo che dovremo prendere una decisione in fretta - ha detto Ecclestone -. E' un vero peccato, perché il Bahrein ha lavorato molto duramente per avere il suo Gran Premio, ma dobbiamo stare attenti a quello che sta accadendo''. Oltre all'eventualità delle proteste, l'attenzione è sulla sicurezza che va garantita ai team automobilistici, ai giornalisti e agli spettatori.
