Manama, 17 feb. (Adnkronos/Aki) - Il Bahrain ha deciso di dispiegare l'esercito nella strade di Manama, dove da alcuni giorni sono in corso proteste anti-governative. Lo riferisce la tv di stato. Tramite l'emittente, la polizia ha lanciato un appello alla popolazione per chiedere di evitare il centro della capitale nel timore di nuovi scontri tra gli agenti e militanti dell'opposizione sciita nel paese. ''Gli uomini delle Forze di difesa del Bahrain (l'Esercito, ndr.) sono stati dispiegati nelle strade della capitale per adottare tutte le misure necessarie per tutelare la sicurezza e l'incolumità dei cittadini e proteggere la loro libertà e le loro proprietà dalle violenze'', si legge in una nota delle Forze di difesa della monarchia del Golfo. Nel comunicato, infine, si parla della possibile adozione di ''tutte le misure'' che saranno necessarie per garantire ''la sicurezza e l'ordine pubblico'' nel Paese. Il bilancio degli scontri avvenuti nella capitale resta incerto. Secondo il principale gruppo d'opposizione bahrenita, al-Wefaq, sono 4 le vittime registrate questa notte, quando alcuni reparti delle forze di sicurezza hanno tentato di sgomberare piazza della Perla, da giorni occupata da migliaia di dimostranti pro-democrazia. Il ministero della Salute di Manama fornisce, invece, un bilancio complessivo degli scontri di 3 morti e 195 feriti. Ibrahim Sharif, uno dei leader del movimento che si batte per riforme democratiche nella monarchia del Golfo, ha riferito che la polizia ha attaccato i manifestanti con gas lacrimogeni e manganelli, provocando anche il ferimento di circa un centinaio di persone. "C'erano centinaia di donne e bambini accampati - ha precisato Sharif - la gente stava dormendo nelle tende, ad un tratto si è alzata una densa nebbia di gas lacrimogeni". Il partito 'al-Wefaq' ha anche annunciato ufficialmente che lascerà il Parlamento in segno di dissenso con la repressione dei manifestanti pro-democrazia a Manama. E' quanto ha riferito Abdul Jalil Khalil, membro del partito 'Wefaq', in un'intervista ad 'al-Jazeera'. "Questo è vero terrorismo", ha affermato Khalil. "Chiunque abbia preso la decisione di attaccare i manifestanti aveva l'obiettivo di uccidere", ha aggiunto. Anche Ali Salman, presidente di 'al-Wefaq', ha condannato la repressione delle forze di sicurezza. In questa situazione di tensione il ministro della Sanità del Bahrain si è dimesso. Lo sostiene il sito di a-Wasat, secondo cui a portare Faisal Al -Jamer a rinunciare al suo incarico sono state le proteste interne e le richieste in tal senso dei medici attaccati dalla polizia mentre curavano i manifestanti feriti in piazza. Sempre a causa dei disordini è stato annullato il weekend di gara sul tracciato di Sakhir, che avrebbe dovuto ospitare l'appuntamento per il campionato GP2 Asia. Il personale medico in pista è stato assegnato all'ospedale della capitale di Manama. Il circuito del Bahrain ospiterà, inoltre, la prima gara della nuova stagione di F1 in programma il 13 marzo. Mentre dal 3 al 6 marzo sono in programma i test.