Tripoli minaccia l'Ue: niente cooperazione sugli immigrati
Budapest, 20 feb. (Adnkronos) - La Libia minaccia di cessare la cooperazione nella lotta contro l'immigrazione clandestina se l'Unione Europea continuerà a "incoraggiare" le manifestazioni di protesta nel Paese. Lo ha annunciato la presidenza ungherese di turno dell'Ue, dopo che un rappresentante dell'Ue è stato convocato dalle autorità di Tripoli.
Le rivolte in Libia e Bahrein ed i processi di transizione in Egitto e Tunisia saranno al centro dei lavori della riunione dei ministri degli Esteri dell'Unione Europea, che inizierà stasera a Bruxelles con un pranzo di lavoro e proseguirà domani con la sessione formale. I ministri, secondo quanto si legge nella bozza di conclusioni, esprimeranno il loro "sostegno alla transizione democratica nella regione" e offriranno "iniziative politiche specifiche e pacchetti di sostegno" per lo sviluppo socio-economico dei Paesi interessati.
In questo contesto, il ministro degli Esteri Franco Frattini presenterà ai colleghi dei 27 la sua proposta di un Patto per il Mediterraneo, una sorta di "Piano Marshall", per sostenere lo sviluppo della regione.
Fonti diplomatiche hanno spiegato come la riunione dei ministri degli Esteri dei 27 dovrà essere un'occasione di riflessione "per vedere cosa i singoli Stati membri hanno intenzione di fare con i Paesi della regione, per evitare sovrapposizioni e per mobilitare una risposta coordinata e coerente". In quest'ottica, la Ashton ha convocato per mercoledì a Bruxelles una conferenza internazionale a livello di alti funzionari anche di Stati Uniti, Giappone e di istituzioni finanziarie internazionali, tra cui la Banca mondiale, e dei Paesi interessati. Non sarà una conferenza di donatori, spiegano fonti diplomatiche, ma un incontro per scambiarsi informazioni e per coordinare una risposta a quanto sta avvenendo in molti Paesi del Nordafrica e del Medio Oriente.
