Libia, l'hostess 'convertita' da Gheddafi: "Il 'Colonnello' è buono e intelligente"
Roma, 21 feb. - (Adnkronos) - Prova "un dispiacere enorme" di fronte alle immagini e alle notizie che arrivano dalla Libia "perche' il popolo libico merita davvero pace e benessere". Rea, 27 anni, una delle hostess che si converti' all'Islam durante le lezioni con il leader libico
Muammar Gheddafi a Roma, e' stata poi ospite fissa dei soggiorni organizzati in Libia per alcune delle partecipanti agli incontri e ricorda i libici come "gente con un cuore grandissimo". "Sono questioni complicate - sottolinea all'ADNKRONOS - ed e' difficile capire di chi sia la colpa e di chi no, non posso dare giudizi ma non vedo l'ora che si stabilisca la pace, per tutti anche per l'Europa".
"Dal team di Gheddafi io e le altre ragazze che hanno partecipato ai viaggi in Libia siamo considerate di famiglia" dice la ragazza, alla quale il colonnello "ha dato sempre l'impressione di una persona saggia che sapeva quello che faceva". Di fronte alla situazione ora in atto nel Paese, Rea non si sente di giudicare: "vanno considerati diversi aspetti - puntualizza - Io ho visto Gheddafi come una persona di una bonta' enorme, intelligente, che sapeva fare gli interessi del suo Paese".
La giovane dunque non si pente di aver partecipato alle lezioni con il leader libico: "assolutamente no, riparteciperei a quegli incontri - prosegue - dove abbiamo parlato anche di politica ed economia: ci e' sempre stato detto di fare proposte e che nostre idee costruttive avrebbero avuto un apporto totale. Dal popolo libico, poi, abbiamo ricevuto tanta accoglienza e amicizia". Proprio durante quei soggiorni, aggiunge, "ho avuto modo di notare un amore evidente di molta gente verso il colonnello, un sostegno vero nei suoi confronti. Era una figura simbolo". E sulla repressione delle manifestazioni di protesta conclude: "la violenza va condannata in tutte le sue forme".
