Libia, La Russa: ''Alzato livello di allerta ma siamo nella norma''
Roma, 21 feb. (Adnkronos/Ign) - Livello di allerta alzato, a seguito degli ultimi sviluppi della crisi libica, ma tutto nella norma. Lo dice all'ADNKRONOS, da Abu Dhabi, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che spiega come le Forze Armate stiano aggiornando i livelli di allerta: "Non siamo al livello solito, il livello di ieri, ma non vuol dire che siamo di fronte a chissà quale avvenimento".
"Non c'è niente fuori dall'ordinario, siamo ai livelli di sicurezza che autonomamente vengono decisi dai capi di Stato Maggiore della Forza Armata - spiega ancora La Russa - poi che mi informino è un altro dato, ma non hanno neanche bisogno del mio ok per i livelli di sicurezza che stanno attuando, siamo nell'ordinarietà".
"E' chiaro - prosegue il ministro - che in una situazione del genere, con due aerei libici atterrati a Malta e con quello che sta succedendo, il livello di sicurezza si è innalzato, ma può capitare a volte anche per eventi infinitamente minori di questo. Il livello di adesso è stato impiegato anche per eventi di minore importanza".
"Comunque - conclude La Russa - seguo costantemente con attenzione quanto sta accadendo, anche se ora sono ad Abu Dhabi per motivi istituzionali, insieme al capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Abrate, che è con me, siamo in contatto continuo e diretto e seguiamo gli avvenimenti".
Si è poi appreso che i due piloti di caccia libici atterrati oggi a Malta hanno chiesto asilo politico. Lo ha rivelato una fonte militare maltese all'agenzia tedesca Dpa, mentre secondo altre fonti i due colonnelli, entrambi operativi nella base Okba Bin Nafe, nei pressi della capitale di Tripoli, si sarebbero rifiutati di bombardare i dimostranti.
A seguito dell'evolversi della crisi Libica, il dispositivo di difesa aerea italiano è stato portato a un livello di prontezza adeguato, ma entro i livelli previsti in tempo di pace. Lo apprende l'ADNKRONOS da fonti militari che spiegano come le tre basi di difesa aerea di Gioia del Colle, Trapani e Grosseto siano state allertate in misura precauzionale, portando l'allerta a un livello adeguato alle circostanze.
Al momento, non è confermato lo spostamento a sud di elicotteri dell'Aeronautica. La Marina Militare, invece, attualmente non sta intensificando la propria attività, se non per il rafforzamento previsto nel Canale di Sicilia per il controllo dei flussi migratori.
Nelle basi di Gioia del Colle e in quella di Grosseto operano gli Eurofighter, mentre in quella di Trapani la difesa aerea è assicurata dagli F16. Gli elicotteri dell'Aeronautica Militare impiegati per il soccorso aereo sono invece dispiegati nelle basi di Trapani, Brindisi e Cervia. Il livello di allerta, spiegano le fonti, rimane adeguato, ma non è confermato alcuno spostamento di mezzi verso sud.
La Farnesina ha intanto confermato che è in via di attivazione un piano di rimpatri degli italiani in Tripolitania, gestito in coordinamento con l'Alitalia, per consentire in tempi quanto più rapidi il rientro dei connazionali che stanno confluendo gradualmente all'aeroporto della capitale libica. A quanto si apprende al ministero degli Esteri, già nella mattinata di domani partirà per Tripoli un primo volo speciale, concordato con la Farnesina, che si affiancherà ai voli di linea previsti.
Sta rimpatriando i propri dipendenti Finmeccanica. Si tratta di un numero ristretto di lavoratori, meno di dieci. Anche l'Eni ha deciso il rimpatrio dei dipendenti non operativi e di tutti i familiari. ''In questo momento - fa sapere l'azienda - Eni non ravvisa alcun problema agli impianti e alle strutture operative''. Pure Impregilo ha attivato le procedure per rimpatriare i dipendenti italiani, e i loro familiari, basati in Libia.
