Unità d'Italia, Fini: ''Troviamo nella Costituzione i valori che uniscono''
San Giovanni in Persiceto (Bologna), 22 feb. (Adnkronos) - "E' vero che l'Italia ha mille divisioni, di ogni tipo, ma non fermiamoci a quelle, piuttosto cerchiamo di superarle cercando cio' che unisce nella Costituzione dove ci sono tanti valori unificanti". E' l'appello che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rilancia oggi da San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, in occasione di un colloquio con alcuni studenti delle scuole superiori. E tra i valori che uniscono, ricorda Fini, ci sono "la lingua, il tricolore, le forze armate, il rispetto delle regole e la forza dell'esempio. Insomma, tutto ciò che ci fa sentire parte di una medesima storia e portatori di un destino comune".
Il presidente della Camera, in particolare, evidenzia che "il nostro è un paese con mille problemi e quotidiane divisioni, ma è così anche oltre confine, dove esiste un quotidiano confronto". Quel che è importante è, però, "saper valorizzare, pur nel confronto, ciò che unisce. Veniamo da una fase di scontro tra ideologie, e da un secolo di totalitarismo. Oggi - sottolinea - sono rimaste le idealità e dobbiamo trovare ciò che unisce". "I nostri padri costituenti, nella Costituzione, lavorarono per trovare ciò che può unire".
Poi parlando del rapporto tra Risorgimento e federalismo, Fini dichiara: "Il federalismo è concepito per unire, non per dividere". Il presidente della Camera, in particolare, ricorda l'etimologia del termine federalismo, che deriva dal latino "foedus, ovvero patto", e rammenta che "Cattaneo lo pensò per unire l'italia e non certo per dividerla". Invece, "qualcuno pensa che il federalismo serva a dividere: non ha capito niente" chiosa il presidente della Camera, evidenziando anche che "concepire il federalismo come chiave di volta per portare alla secessione o alla divisione significa tradire lo spirito di Carlo Cattaneo".
A proposito del problema immigrazione, Fini sottolinea: "Nel conflitto Nord-Sud siamo tornati a essere frontiera". Analizzando, in particolare, le rivolte in Nordafrica, osserva che "il conflitto non è più Est-Ovest, comunismo-capitalismo, Stati Uniti-Russia, fascismo-democrazia, ma il conflitto è tra Nord e Sud, tra la parte del mondo ricca, che detiene i quattro quinti della ricchezza, e il Sud, ovvero tutti coloro che ancora oggi hanno il problema di un pugno di riso, di un pezzo di pane".
"Il Mediterraneo - ricorda il presidente della Camera - è sempre stato il baricentro e oggi torna a essere luogo di scontro tra civiltà, tra zone ricche e zone povere". Quindi un avvertimento: no all'egoismo, no al rinchiudersi in casa propria e dire cosa importa, perché "sarebbe la scelta più tragica che possiamo fare". "Dobbiamo intervenire, non da soli, in aiuto di quei popoli, per aiutarli a essere liberi, per aiutarli ad autodeterminarsi".
