Roma, 22 feb. (Adnkronos) - In Libia, le autorità cessino la violenza repressiva e aprano un dialogo con la popolazione, le cui richieste di riforme democratiche sono legittime. E' l'auspicio e insieme l'esortazione che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano indirizza a Tripoli. Il Capo dello Stato - che, riferisce in una nota il Quirinale, "sta seguendo con attenzione le drammatiche notizie provenienti dalla Libia, che riferiscono di un già pesante bilancio di vittime fra la popolazione civile" - sottolinea come "alle legittime richieste di riforme e di maggiore democrazia che giungono dalla popolazione libica vada data una risposta, nel quadro di un dialogo fra le differenti componenti della società civile libica e le autorità del Paese, che miri a garantire il diritto di libera espressione della volontà popolare". Osserva a tal proposito Napolitano: "Viceversa, la cieca repressione che colpisce in modo indiscriminato la popolazione non fa che allontanare il Paese da quel cammino di pace e di prosperità, necessario ad assicurare il benessere del popolo libico". Il presidente della Repubblica auspica, pertanto, "l'immediata cessazione delle violenze" e invoca "una rinnovata determinazione, negli sforzi volti a restituire al popolo libico la speranza in un futuro migliore". Intanto da fonti di Palazzo Chigi si apprende che l'Italia è vicina al popolo libico che sta attraversando un momento tragico della sua storia. Sono totalmente false, provocatorie e prive di fondamento le voci riguardo a presunti aiuti italiani, militari o sotto qualsiasi altra forma, precisano le fonti, nelle azioni contro i manifestanti e a danno della popolazione. Il ministro degli Esteri Franco Frattini riferirà domani alle Camere sugli sviluppi della situazione in Libia. Dalla conferenza dei capigruppo del Senato è emerso che il titolare della Farnesina riferirà a palazzo Madama alle 16, mentre in mattinata è previsto il suo intervento a Montecitorio.