Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Il decreto legge 'milleproroghe' per la sua eterogeneità si pone in contrasto con quanto prevede in tal senso la Costituzione. E' quanto richiama il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera inviata ai presidenti dei due rami del Parlamento Renato Schifani e Gianfranco Fini e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella quale punta la sua attenzione su "ampiezza ed eterogeneità delle modifiche fin qui apportate nel corso del procedimento di conversione al testo originario del decreto-legge cosiddetto milleproroghe". Il capo dello Stato nel ricordare, come rileva una nota del Quirinale, "i rilievi ripetutamente espressi fin dall'inizio del suo settennato", ha messo in evidenza che "la prassi irrituale con cui si introducono nei decreti-legge disposizioni non strettamente attinenti al loro oggetto si pone in contrasto con puntuali norme della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti parlamentari, eludendo il vaglio preventivo spettante al Capo dello Stato in sede di emanazione dei decreti-legge". Dopo i rilievi del Colle, in base all'accordo raggiunto nella Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, l'esame del decreto milleproroghe è stato sospeso. ''Ho ritenuto di dovervi sottoporre queste considerazioni - scrive Napolitano nella lettera, letta in aula a Montecitorio da Fini - perché a mio avviso non mancherebbero spazi, attraverso una leale collaborazione tra governo e Parlamento da un lato e tra maggioranza e opposizione dall'altro, per evitare che un decreto-legge concernente essenzialmente la proroga di alcuni termini si trasformi sostanzialmente in una sorta di nuova legge finanziaria sui contenuti più disparati''. ''Mi riservo altresì - continua la lettera di Napolitano - qualora non sia possibile procedere alla modifica del testo del disegno di legge approvato al Senato, di suggerire l'opportunità di adottare successivamente possibili norme interpretative e correttive, qualora io ritenga, in ultima istanza, di procedere alla promulgazione della legge. Devo avvertire infine che, di fronte a casi analoghi, non potrò d'ora in avanti rinunciare ad avvalermi della facoltà di rinvio, anche alla luce dei rimedi che l'ordinamento prevede nella eventualità delle decadenza di un decreto legge come ho sopra ricordato''. Oggi Napolitano ha ricevuto al Quirinale il premier. Al centro del colloquio la situazione in Libia, l'emergenza immigrati, la crisi economica e, appunto, il decreto 'milleproroghe'. ''Nel corso dell'incontro il presidente del Consiglio ha convenuto sulle osservazioni di metodo formulate dal presidente della Repubblica nella lettera oggi inviata a lui e ai presidenti delle Camere in materia di decretazione d'urgenza'', si legge in un comunicato del Quirinale.