Bossi: "Contrario a ritorno dell'immunità" E Berlusconi 'congela' il processo breve
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La gente pensa che Berlusconi sia un perseguitato, quindi per lui sarebbe d'accordo ma non lo sarebbe se l'immunità fosse estesa a tutti i parlamentari. Io sono contrario al ritorno dell'immunità parlamentare", ha affermato il ministro per le Riforme e leader della Lega Umberto Bossi, conversando con i giornalisti al Senato. Il senatùr ha parlato anche del processo breve. "Sono d'accordo", ha aggiunto, mentre il capogruppo leghista a Palazzo Madama Federico Bricolo ricordava che il Carroccio si è già espresso da tempo a favore del provvedimento. "Vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni - ha sottolineato poi Bossi - i nostri ci stanno lavorando, vediamo come andra' a finire".
Stamattina, a palazzo Chigi, si è svolto un vertice tra il governo e lo stato maggiore della Lega proprio sulla gustizia. Lo confermano fonti ministeriali. Di buon mattino si sono visti nella sede della presidenza del Consiglio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il Guardasigilli, Angelino Alfano, i ministri leghisti dell'Interno, Roberto Maroni e della Semplificazione normativa Roberto Calderoli. Al summit hanno partecipato anche il presidente del Piemonte Roberto Cota, il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli e il deputato Carolina Lussana. Era assente invece Bossi.
L'incontro è avvenuto prima che il premier Berlusconi rientrasse a Roma e si mettesse al lavoro sia sulla strategia difensiva sul caso Ruby in vista dei prossimi processi milanesi che sulla riforma della giustizia legata da un doppio filo rosso con gli ultimi sviluppi della vicenda giudiziaria che lo riguarda. Secondo indiscrezioni parlamentari non confermate si era parlato di un Cdm domani per approvare in via definitiva il ddl costituzionale di riforma del sistema giudiziario. Invece sembra proprio che il premier abbia deciso di prendere tempo sul processo breve e chiedere quindi ai suoi di non calendarizzare in Aula il provvedimento.
Il premier, spiegano fonti del Pdl, non vuole mettere altra carne al fuoco e alimentare nuove fibrillazioni politiche in vista dei processi milanesi (Mediatrade, Mediaset e Mills) che dovrà affrontare a fine mese. Il caso Ruby incombe e la crisi libica non facilita le cose. Per questo, riferiscono fonti parlamentari pidielline, il Cavaliere preferisce concentrarsi sulla riforma costituzionale della giustizia che dovrebbe approdare al Cdm della prossima settimana.
"Non voglio che (il processo breve ndr) in questo momento diventi un elemento di rottura, mentre stiamo lavorando alla riforma costituzionale", ha motivato infatti il Guardasigilli la decisione di non chiedere la calendarizzazione in Aula del processo breve.
In ogni caso oggi il premier ha riunito a palazzo Grazioli i capigruppo del Pdl e della Lega, alla presenza dei suoi legali Niccolò Ghedini e Piero Longo, e di Alfano per fare il punto. Poi nel pomeriggio il Cavaliere è salito al Quirinale per un colloquio con il capo dello Stato Giorgio Napolitano.
In realtà si potrebbero allungare i tempi anche per l'allargamento della maggioranza ai 'responsabili'. Il Cavaliere, infatti, non vorrebbe modifica ancora la squadra di palazzo Chigi per non scontentare nessuno e avere un quadro più chiaro sui 'numeri' in Parlamento, ma nel Pdl c'è chi spinge per un'accelerata. Nel gruppo dei responsabili c'è nervosismo, ma non si esclude che qualche nuovo innesto possa esserci a breve.
