Caso Mills, Csm conferma il giudice Vitale. Processo riprende, udienza l'11 marzo
Roma, 23 feb. (Adnkronos) - Il giudice Francesca Vitale deve essere applicata al processo Mills, nel quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari. Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha infatti approvato la delibera della settima commissione, favorevole all'applicazione, con 19 voti a favore, un voto contrario e tre astenuti.
Ha votato contro il consigliere di maggioranza Bartolomeo Romano, che durante la discussione aveva chiesto il rinvio della delibera in commissione, richiesta poi respinta. Si sono astenuti i consiglieri laici del Pdl Annibale Marini, Filiberto Palumbo e Niccolò Zanon. Il consigliere della Lega Matteo Brigandì, tornato a partecipare ai lavori del plenum dopo due settimane di sospensione, non ha partecipato al voto.
Il documento della settima Commissione, votato a maggioranza dal plenum delibera "di approvare il decreto con cui il presidente vicario della Corte di Appello di Milano in data 26 gennaio 2001 ha applicato 'la dottoressa Francesca Vitale, in servizio presso la Corte di Appello di Milano, al Tribunale di Milano per la prosecuzione del procedimento penale n. 1622/2007 a carico dell'onorevole Silvio Berlusconi e per tutte le udienze che si renderanno necessarie per la sua definizione, con efficacia immediata''.
Il giudice Vitale deve quindi continuare a far parte del consiglio giudicante dato che "sussistono imprescindibili e prevalenti esigenze", scrive la Commissione, "di ricomporre il medesimo collegio che aveva proceduto alle attività sopra descritte, che hanno richiesto ben tre udienze e che preventivamente aveva provveduto allo studio del fascicolo, ciò in riferimento a un procedimento riguardante un reato il cui termine prescrizionale è previsto il 13 gennaio 2012".
Il giudice Vitale aveva chiesto di essere esonerata dal processo per la mole di lavoro del suo nuovo incarico in Corte d'Appello ma la Commissione osserva che "l'applicazione per un solo processo al Tribunale di Milano consentirà comunque al magistrato applicato di operare presso la quinta Sezione penale della Corte d'Appello" e che "per le applicazioni endodistrettuali" non è prevista "alcuna richiesta di consenso dell'interessato".
La decisione del Csm consentirà la ripresa del procedimento la cui prossima udienza è fissata l'11 marzo.
