Libia '10mila morti e 50mila feriti'
Tripoli, 23 feb. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Diecimila morti. Tante sarebbero le vittime in Libia dall'inizio delle proteste contro il leader Muammar Gheddafi. E' il tragico bilancio fornito da un esponente arabo del Tribunale Penale Internazionale (Tpi), ai microfoni di al-Arabiya. Secondo la fonte, i feriti sarebbero oltre 50mila e sarebbe in corso una fuga di massa attraverso il confine con l'Algeria. L'esponente del Tpi ritiene che la situazione possa ulteriormente degenerare e arriva a ipotizzare che Gheddafi decida di usare armi chimiche per sedare la protesta.
Timore condiviso anche da una ex diplomatica libica in una testimonianza raccolta via Skype dal "Mondo di Annibale", blog sugli Esteri di Articolo21. "Il grande timore espresso è che Gheddafi usi le armi chimiche che non ha mai distrutto" spiega. "Ci si prepara ad aiutare Tripoli a combattere l'ultima battaglia. Ci si aspetta che da stasera milizia e mercenari escano in città e si teme il peggio'', scrive la ex diplomatica.
La battaglia infatti continua. Tajura, sobborgo di Tripoli, sarebbe caduto in mano ai manifestanti antigovernativi. Lo scrive il giornalista del 'New York Times' Nicholas Kristof, che su Twitter afferma di aver appreso da testimoni che i ribelli hanno piantato la loro bandiera sulla località a circa sedici chilometri dal centro di Tripoli. Sempre tramite Twitter, altri testimoni raccontano che si sentono ancora colpi di arma da fuoco per le strade di Tajura.
Intanto continua a crescere il numero di militari che voltano le spalle al regime di Muammar Gheddafi. E' di stamattina la notizia di due piloti che per non eseguire l'ordine di bombardare Bengasi, si sono lanciati col paracadute e hanno lasciato precipitare l'aereo. Il fatto, riportato dal sito del quotidiano libico 'Quryna' considerato vicino a Seifulislam Gheddafi, è avvenuto a ovest di Adjabiya. Fonti militari hanno confermato la notizia, sostenendo che il caccia, un Sukhoi 22 di fabbricazione russa, era decollato da Tripoli. "I due piloti a bordo, Abdel Salam Atiya al-Abdali e Ali Omar Gheddafi - ha spiegato un colonnello dell'aviazione - si sono rifiutati di eseguire l'ordine di bombardare Bengasi e hanno fatto precipitare il velivolo dopo essersi lanciati con il paracadute".
E un 'no' sarebbe stata la risposta di un altro pilota, stando a quanto riferisce ad al-Arabiya da una fonte militare, all'ordine di Gheddafi di bombardare alcuni pozzi di petrolio.
Anche le unità dell'esercito libico dispiegate nella provincia di Jabal al-Akhdar, nella Cirenaica, sono passate con i manifestanti , riferisce la tv araba 'al-Jazeera'. Mentre il direttore della fondazione Gheddafi, che fa capo al figlio del rais Seifulislam, ha annunciato di aver rassegnato le sue dimissioni "sgomento per le violenze perpetrate".
Nuove defezioni, inoltre, nel corpo diplomatico libico in segno di sostegno alla popolazione. Dopo i casi in Cina, Regno Unito, Polonia, India, Indonesia e Svezia, si è dimesso anche Salaheddin El Bishari, ambasciatore libico in Indonesia, secondo quanto scrive il Jakarta Post. Mentre dal Movimento islamico per il cambiamento in Libia arriva un appello all'aviazione perché prenda coraggio e, invece di lanciare bombe sui manifestanti, bombardi il compound militare di Gheddafi a Bab al-Azizia, ''tagliando la testa del serpente''. Il Movimento islamico si rivolge anche agli Stati arabi e alla comunità internazionale affinché intervengano in aiuto dei manifestanti in quanto Gheddafi sta distruggendo il Paese, il suo popolo, le infrastrutture dello Stato piuttosto che mantenere il potere.
Intanto nel pomeriggio le autorità maltesi hanno negato l'atterraggio presso lo scalo internazionale dell'isola a un volo ATR 42 della compagnia di bandiera libica, arrivato in modo inatteso sui cieli di Malta. L'aereo, che trasportava 14 persone, ha continuato ad aggirarsi per circa 20 minuti a sud di Malta, riprovando più volte a chiedere il permesso per l'atterraggio. Alla fine il pilota ha deciso di tornare indietro. Secondo il 'Times of Malta' a bordo ci sarebbe stata anche la figlia di Gheddafi, Aisha. Ma da La Valletta fanno sapere che “non ci sono informazioni” in proposito. Aisha Gheddafi, secondo fonti dell'opposizione libica citate da al-Arabiya, sarebbe ora diretta verso Cipro.
All'inizio della settimana le autorità libanesi hanno negato l'atterraggio a un jet privato proveniente dalla Libia che trasportava Aline Skaff, moglie di Hannibal, un altro figlio di Gheddafi.
