Milleproroghe, arriva la richiesta del voto di fiducia sul maxiemendamento
Roma, 24 feb. (Adnkronos) - Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, a nome del governo, ha posto in aula alla Camera la questione di fiducia sul maxiemendamento al decreto Milleproroghe. Vito ha spiegato che la decisione si rende necessaria alla luce della scadenza ravvicinata del provvedimento, che deve comunque passare al vaglio dell'altro ramo del Parlamento.
"Non c'è dubbio che le norme che vengono oggi stralciate saranno oggetto di una riflessione a breve, non per essere accantonate perché l'obiettivo è quello di approvare questo provvedimento", ha poi affermato il Ministro per i Rapporti con le Regioni durante il programma 'Un caffé con' di Sky Tg24.
"Gli stralci riguardano norme di carattere generale e non specifico - ha aggiunto Fitto - non vedo questioni di grande rilievo in questo stralcio, altrimenti sari stato ilp romo a sollevare polemiche. E' chiaro che quelle norme avremo modo di recuperarle nei prossimi provvedimenti".
"Il provvedimento non è stato contestato nel merito - ha sottolineato Fitto - la difficoltà è nata dall'articolazione delle commissioni e soprattutto è stata data da una posizione politica fortemenete contraria a prescindere del merito del provvedimento.
Oggi, credo, che la maggioranza si sia ulteriormente consolidata e credo che si possa tornare nel merito del provvedimento. E anche i passaggi in Conferenza Stato Regioni sono stati varati con il consenso dell'autonomie locali, ed è questo il percorso che vogliamo portare avanti".
Intanto il presidente della Camera Gianfranco Fini ha fatto sapere che si cercherrà di comprimere "nei tempi minimi possibili" l'iter del decreto milleproroghe alla Camera, applicando la cosiddetta 'ghigliottina'. Il tutto per poter consentire il passaggio del decreto al Senato sabato prossimo per il via libera definitivo al provvedimento ed alla conversione del decreto, che scade il 27 febbraio. ''E' dovere della presidenza assicurare che la votazione finale dei decreti legge avvenga entro i termini di vigenza ed in ogni caso in tempi tali da consentire l'esame dell'altro ramo del Parlamento, nonché in modo da garantire al capo dello Stato l'esercizio delle sue prerogative costituzionali. A tale principio la presidenza non potrà che attenersi anche in questa circostanza", ha spiegato Fini.
