Milleproroghe, governo chiede la fiducia sul maxiemendamento. Domani il voto
Roma, 24 feb. (Adnkronos) - Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, a nome del governo, ha posto in aula alla Camera la questione di fiducia sul maxiemendamento al decreto Milleproroghe. Vito ha spiegato che la decisione si rende necessaria alla luce della scadenza ravvicinata del provvedimento, che deve comunque passare al vaglio dell'altro ramo del Parlamento.
Il voto avverrà domani in tarda mattinata. Le dichiarazioni di voto inizieranno alle 9; intorno alle 10.30 la chiama dei deputati. L'esito dello scrutinio, secondo il calendario stabilito oggi dalla Conferenza dei capigruppo, è previsto entro le 12. Gli ordini del giorno potranno essere presentati entro le 16 di oggi. Il voto finale sul provvedimento ci sarà nel primo pomeriggio di domani in diretta tv a partire dalle ore 14.
Il governo ha posto la questione di fiducia sul maxiemendamento al Milleproroghe perché c'era "un ostruzionismo di fatto", ha spiegato il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. "La fiducia -sottolinea- è stata posta perché malgrado il governo sia andato incontro alle richieste di Napolitano, la sinistra ha mantenuto un numero elevato di interventi e di emendamenti: un ostruzionismo di fatto che avrebbe impedito la conversione del decreto".
"L'ultima a poter protestare -aggiunge Cicchitto- è la sinistra che ha largamente contribuito alla stesura del decreto: basta guardare gli atti del Senato, dove e' stato fatto un lavoro bipartisan per molti aspetti. E gli emendamenti di sinistra non andavano certo in direzione di una semplificazione".
Il ricorso alla fiducia sul decreto milleproroghe "è un atto in odio al presidente della Repubblica e al Parlamento, perche' lo strumento della fiducia è ingiustificato e perché si p tentato e si tenta di far entrare provvedimenti in favore di alcuni, sempre quelli della cricca e della casta, e in danno di altri", ha detto il leader di Idv Antonio Di Pietro, conversando con i giornalisti alla Camera.
Intanto il presidente della Camera Gianfranco Fini ha fatto sapere che si cercherà di comprimere "nei tempi minimi possibili" l'iter del decreto milleproroghe alla Camera, applicando la cosiddetta 'ghigliottina'. Il tutto per poter consentire il passaggio del decreto al Senato sabato prossimo per il via libera definitivo al provvedimento ed alla conversione del decreto, che scade il 27 febbraio. ''E' dovere della presidenza assicurare che la votazione finale dei decreti legge avvenga entro i termini di vigenza ed in ogni caso in tempi tali da consentire l'esame dell'altro ramo del Parlamento, nonché in modo da garantire al capo dello Stato l'esercizio delle sue prerogative costituzionali. A tale principio la presidenza non potrà che attenersi anche in questa circostanza", ha spiegato Fini.
