Omicidio Meredith, la Cassazione: ''Fu uccisa per dare sfogo a volontà orgiastica''
Roma, 24 feb. - (Adnkronos) - Meredith Kercher è stata vittima di una "forza brutale e prevaricatrice di una plurima, collettiva condotta che rivela nei suoi tristi protagonisti la volontà orgiastica di dare sfogo agli impulsi criminali più perversi".
Lo mette nero su bianco la Cassazione nelle motivazioni con le quali spiega il perché, lo scorso 16 dicembre, ha reso definitiva la condanna a 16 anni di reclusione nei confronti dell'ivoriano Rudy Guede in relazione all'omicidio della studentessa inglese uccisa a Perugia nella notte tra l'1 e il 2 novembre del 2007.
In particolare, la Prima sezione penale, nelle motivazioni contenute nella sentenza 7195, conferma il "movente sessuale" e la "partecipazione di più persone" alla barbara uccisione della studentessa tale da "destare un profondo senso di sbogottimento, ripugnanza e disprezzo in ogni persona di moralità media".
Nel dettaglio, la Suprema Corte, parlando del ruolo dell'ivoriano, rileva che "il contributo di Guede si situa in un contesto di violenza crescente e di qualche durata che non può certo ritenersi eccezionale, improvvisa, meramente occasionale tale da non fare perdere, come conseguenza di una violenza così decisamente polarizzata all'atto sessuale in seguito a una pluralità di ecchimosi e ferite provocate dall'uso del coltello, il possibile sbocco mortale delle azioni". Dopo queste premesse, rimarca la Cassazione, "il ragionamento del giudice di merito si salvaguarda pienamente da critiche assertivamente di legittimità, in realtà di merito, e di conseguenza perdenti".
Nulla da fare nemmeno sulla richiesta, da parte della difesa di Rudy Guede, dell'annullamento dell'aggravamte dei futili motivi: "Come se la soppressione violenta della libertà di autodeterminazione - scrive il relatore Enzo Iannelli - e il corpo martoriato di una giovane vita, quella di Meredith Kercher, non imponessero di qualificare meramente occasionale e pretestuoso il motivo di fare sesso per scatenare, a fronte della resistenza della donna, la forza brutale e prevaricatrice di una plurima, collettiva condotta".
Insomma, la Cassazione per dimostrare la piena responsabilità di Guede, dice che "Meredith Kercher, prima di essere scannata con il colpo mortale alla gola, è oggetto di una serie di ferite, di trattenimenti forzati agli arti, in specie al braccio e alla mano sinistra, e sul polsino della manica sinistra della felpa indossata si rinvengono chiare tracce del Dna dell'imputato, volti a vincere la resistenza contro una violenza sessuale, di cui sono prova le tracce del Dna del Guede sul tampone vaginale, sfociata poi nella condotta violenta dello scannamento mortale". Di conseguenza, è tutta "inventata la storia di Guede del bacio con Meredith alla Domus, dell'appuntamento la sera successiva, del petting fatto con la ragazza in casa la sera del giorno seguente".
