Tripoli, 24 feb. - (Adnkronos/Aki/Ign) - La Libia "è vittima di un malocchio". Lo ha detto il leader libico Muammar Gheddafi, riferendosi alla proteste in corso nel paese. In un collegamento telefonico con la tv di stato, Gheddafi afferma che sono stati "gli invidiosi" a lanciare un malocchio contro il paese. Rivolgendosi alla alla gente di al-Zawiyah, il Colonnello chiede "di cessare le attività militari" definendo la rivolta nella città "una farsa condotta dai giovani a cui bisogna porre fine". Lì, secondo Gheddafi, "ci sono infiltrati di al-Qaeda" che dovrebbero essere "arrestati". Proprio i seguaci di Osama Bin Laden "hanno fornito droga" ai giovani della città che protestano contro il governo. Sono tutti ''ragazzini drogati'' quelli che sono scesi in piazza in Libia per manifestare contro il regime, al potere da 41 anni, insiste il Colonnello. ''Non c'è nemmeno un padre di famiglia tra di loro'', dice con l'intento di screditare la rivolta popolare in corso, "sono tutti giovani, hanno tra i 15 ai 20 anni''. ''Se volete siete liberi di vivere in questo caos - rincara Gheddafi - se volete uccidervi l'uno con l'altro, siete liberi di farlo". Ma ''questa situazione non è paragonabile a quel che è avvenuto in Egitto e Tunisia'', aggiunge il Raìs. Dopo aver espresso le sue ''condoglianze per le vittime degli scontri'' (''i caduti sono tutti nostri figli'', dice il Raìs riferendosi sia ai rivoltosi che agli uomini degli apparati di sicurezza) e dopo l'auspicio ad un ritorno "alla normalità" sottolineando di non avere "altro in Libia che un potere di indirizzo", Gheddafi comincia ad elencare i successi ottenuti dal suo governo. Poi spiega che "il potere nel paese è nelle mani del popolo, perché io ho lasciato il potere nel 1977". E a proposito della sua permanenza al potere in Libia ricorda che "la regina Elisabetta in Gran Bretagna è al potere da più tempo di me, ma a lei non accade nulla". E se il timore espresso da Gheddafi è che "gli americani potrebbero venire anche da noi con la scusa che ci sono i terroristi di al-Qaeda" ("dicevano che dietro Saddam Hussein c'era al-Qaeda e hanno attaccato l'Iraq. Poi la Nato ha attacato anche l'Afghanistan e il Pakistan con lo stassa motivazione"), il Colonnello chiude con una minaccia: "Se la situazione dovesse peggiorare ancora, si fermeranno i flussi di petrolio". Il collegamento telefonico si è poi interrotto bruscamente.