Roma, 25 feb. - (Adnkronos) - Via libera della Camera alla fiducia sul maxiemendamento al milleproroghe, con 309 voti favorevoli e 287 voti contrari. Il via libera al provvedimento arriverà nel primo pomeriggio. Se approvato, il provvedimento verrà trasmesso al Senato per il definitivo via libera, atteso per domani, prima della scadenza del decreto il cui termine è fissato per il 27 febbraio. Il governo ha messo la fiducia sul testo riformulato del decreto dopo i rilievi di costituzionalità sollevati dal presidente della Repubblica. La maggioranza si è fermata a quota 309 con 11 gli assenti nelle file del centrodestra. Al completo la maggioranza avrebbe quindi raggiunto quota 320. Assenti 7 deputati del Pdl (in missione i ministri Mara Carfagna e Franco Frattini e il sottosegretario Stefano Saglia), 2 della Lega (in missione il ministro Roberto Maroni, non ha votato Giacomo Chiappori) e Maurizio Grassano dei Responsabili. Assente anche il repubblicano, Francesco Nucara (impegnato con il congresso). Inoltre, non hanno partecipato anche il deputato di Mpa Ferdinando Latteri e Antonio Gaglione del gruppo Misto: i due vengono dati in arrivo dal centrodestra in 'quota' maggioranza. Per quanto riguarda l'opposizione (hanno votato in 287) non hanno partecipato al voto 5 deputati del Pd, 3 dell'Udc, 5 di Fli, tutti presenti i parlamentari di Api, mentre per i Liberaldemocratici era assente Daniela Melchiorre (in missione) e Italo Tanoni non ha partecipato al voto. Anche per questi ultimi due si rincorrono le voci su un loro riavvicinamento alla maggioranza. Nell'Idv non hanno votato Gabriele Cimadoro e il capogruppo, Massimo Donadi, in missione. E non ha votato anche il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro: al momento del voto stava dichiarando alle televisioni in sala stampa. Alla votazione era presente anche il premier Berlusconi. Dopo aver votato, èuscito dall'Aula per incontrare alcuni deputati nei corridoi adiacenti. In particolare si è soffermato per alcuni minuti in un fitto colloquio con l'ex Fli, ora tra i Responsabili Maria Grazia Siliquini. Qualche parola il Cavaliere l'ha quindi scambiata con altri parlamentari tra cui Aracu, Perino, Angelucci e Scelli. ''Oggi i deputati dell'Idv si sono presentati in Aula indossando una spilla con su scritto 'Io voto il 29 maggio'. Con questa iniziativa l'Italia dei valori vuole indurre il governo a fissare la data dei referendum nello stesso giorno in cui si voterà per i ballottaggi delle amministrative. A questo scopo, è stata inviata una lettera al ministro degli Interni, Roberto Maroni, nella quale si chiedeva l'accorpamento delle due consultazioni in un vero e proprio 'Election Day'''. ''In questo modo, infatti, le casse dello Stato, e quindi i cittadini, risparmierebbero 350 milioni di euro. Scegliere una data diversa dal 29 maggio sarebbe un abuso di potere da parte del governo e andrebbe a ledere il principio costituzionale secondo cui lo Stato deve garantire il massimo della partecipazione dei cittadini nelle consultazioni elettorali''. Lo rende noto un comunicato dell'Italia dei Valori.