Libia, La Russa: ''Di fatto sospeso Trattato d'amicizia con Gheddafi''
Livorno, 26 feb. (Adnkronos/Ign) - "Di fatto il trattato" di amicizia tra Italia e Libia "non c'è più, è inoperante, è sospeso". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti in occasione della cerimonia di partenza della brigata Folgore da Livorno per Herat in Afghanistan.
"Per esempio - ha spiegato il ministro - gli uomini della Guardia di finanza che erano sulle motovedette per fare da controllo a quel che facevano i libici, sono nella nostra ambasciata". "La conseguenza di questo fatto - ha sottolineato La Russa - è che noi pensiamo, consideriamo probabile, che siano moltissimi gli extracomunitari che possano via Libia arrivare in Italia, molto più di quanto avveniva prima del trattato".
La Russa ha chiesto che l'Italia non venga lasciata sola. "Non si può immaginare che con una sorta di egoismo dell'Europa del Nord, l'Europa del Sud, in questo caso l'Italia, venga lasciata sola nell'affrontare questa questione" ha affermato il ministro della Difesa. "In questa situazione - ha aggiunto - la nostra volontà è di coinvolgere l'Europa. Va bene le sanzioni, va bene la condanna, ma poi si deve fare carico anche dell'emergenza".
Sulla situazione in Libia oggi è poi nuovamente intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'inizio del suo discorso al congresso del Partito Repubblicano. "Sembra che effettivamente Gheddafi non controlli più la situazione" sono state le parole del premier.
Di fronte alla crisi libica, ha sottolineato Berlusconi, un "supplemento di senso dello Stato sarebbe doveroso, è quello che il governo si aspetta da tutte le forze responsabili" ed è perciò "desolante" assistere a "polemiche provinciali per attaccare il governo su scelte di politica estera che fanno parte della nostra storia, condivise dai governi di tutti gli schieramenti".
Riferendosi a quanto sta accadendo in Libia e in tutti i paesi del Nord Africa il premier ha ribadito che "se tutti siamo d'accordo sul fatto di porre fine ad un bagno di sangue raccapricciante va detto che il futuro è pieno di incognite", perché potremmo trovarci di fronte a "stati più liberi e democratici" ma anche "a centri pericolosi di integralismo islamico". Berlusconi ha poi sottolineato il rischio che possa mettersi in moto un'"emergenza umanitaria senza precedenti" e l'importanza per l'Italia dei "rapporti commerciali" e del "futuro energetico" in riferimento alla situazione dei paesi nordafricani.
"Una classe dirigente seria - ha detto ancora Berlusconi - di fronte alle emergenze e alle situazioni di difficoltà si deve unire, noi invece continuiamo ad additarci su una polemica mediocre in quel teatrino della politica che non si decide mai ad abbassare il sipario neppure di fronte alle tragedie della storia".
