Tripoli, 26 feb. (Adnkronos/Aki) - Gli ufficiali della base aerea militare libica Gamal Abdel Nasser, che si trova 16 chilometri a sud di Tobruk, nel nord-est del paese, sono passati dalla parte dei rivoltosi . Lo ha annunciato un ufficiale della base militare intervistato dalla tv satellitare 'al-Arabiya'. La base aerea ospita 60 caccia Mirage F1 dell'aviazione libica. L'ex ministro dell'Interno libico, Abdel Fattah Yunis, da Bengasi, in un'intervista ha affermato: "Tutto l'esercito libico deve unirsi alla rivolta, non c'è nulla da aspettare". Intanto, la città di Tripoli si è svegliata questa mattina in una situazione di calma relativa. Non si registrano nuove proteste e scontri dopo quelli avvenute ieri in diversi quartieri della città. Secondo quanto riferisce il giornalista residente nella capitale libica, Muahhadm al-Hayazi, alla tv araba 'al-Jazeera', un gruppo di attivisti e intellettuali che hanno preso parte alle proteste di ieri sta creando un coordinamento dei gruppi di opposizione in città per cercare di operare in stretto contatto con i gruppi di insorti che controllano Bengasi e la Cirenaica, in modo da portare avanti un tipo di lotta organizzata contro il regime di Muammar Gheddafi. Nuovi scontri a fuoco si sono registrati nella notte invece nei dintorni dell'aeroporto di Misurata, caduto nei giorni scorsi nelle mani dei rivoltosi libici. Secondo quanto riferisce un testimone alla tv satellitare 'al-Arabiya', le milizie fedeli a Gheddafi hanno tentato più volte di riconquistare l'aeroporto, ma sono stati sempre respinti dai ribelli. Sia la città che l'aeroporto sono ancora in mano ai ribelli e nei combattimenti di questa notte si contano diversi feriti. Secondo l'ong Human Right Watch (Hrw) le forze di sicurezza libiche, supportate da sostenitori di Gheddafi, hanno inoltre attaccato nelle scorse ore gli insorti che cercano di mantenere il controllo di al-Zawiyah, 30 chilometri circa a ovest di Tripoli. Uno dei figli del leader libico Muammar Gheddafi, Seif al Islam, ha offerto negoziati ai ribelli che si oppongono al regime del padre, ma il suo linguaggio non è apparso conciliante. "Abbiamo a che fare con dei terroristi - ha detto nella tarda serata di ieri - l'esercito ha deciso di non attaccarli e di dar loro l'opportunità di negoziare. Speriamo di poterlo fare in modo pacifico e lo faremo a partire da domani". Il giovane Gheddafi ha poi negato la presenza di mercenari africani e assicurato che "lo stato riprenderà il controllo delle città nella parte orientale del Paese". La moglie di Muammar Gheddafi, Ayesh, e la figlia Aisha sarebbero partite questa mattina da Tripoli alla volta di Vienna. E' quanto ha affermato un oppositore in esilio del regime libico contattato dalla tv satellitare 'al-Arabiya'. La notizia non trova però conferme ufficiali. Altre fonti danno Aisha e la madre in Arabia Saudita.