Milano, 28 feb. - (Adnkronos/Ign) - Inizia con un lungo rinvio il processo milanese sui diritti tv dove imputato è Silvio Berlusconi, non presente all'udienza di oggi. Per fare 'il punto' sulle liste testimoniali, il collegio presieduto da Edoardo D'avossa ha aggiornato i lavori all'11 aprile. I giudici hanno anche disposto che entro il 31 marzo le difese depositino una dettagliata capitolazione dei testi che intendono citare motivandone la presenza. Su ogni circostanza, ha però messo dei limiti il tribunale, non saranno consentiti più due testi. L'11 aprile saranno sentite le prime testimonianze chieste dai difensori di Gabriella Galetto più un teste dell'accusa. Durante l'udienza di oggi c'è stato un confronto tra accusa e difesa sulle rogatorie rimaste in sospeso nell'ambito del processo milanese. L'accusa, rappresentata dal pm Fabio De Pasquale, chiede di avviare una rogatoria a Monaco per sentire tre testi e una seconda a Los Angeles. Per accelerare i tempi già in passato il Tribunale aveva suggerito di invertire l'ordine di produzione delle prove: non tutti i testi dell'accusa e poi quelli della difesa, quindi, ma anche il contrario. Una proposta sulla quale, ancora oggi, i legali di Silvio Berlusconi che nell'ambito del processo sui diritti tv deve rispondere di frode fiscale, si sono opposti. Poi il collegio si è ritirato in camera di consiglio per decidere. Nessuno dei quattro procedimenti avviati a Milano nei confronti di Silvio Berlusconi preoccupa l'avvocato Piero Logo che con Niccolò Ghedini difende il presidente del Consiglio. "Sono 13 anni che assistiamo Berlusconi -ha detto il legale in una pausa dell'udienza sui diritti tv- e Berlusconi non è mai stato condannato. Non siamo preoccupati perché i processi li vinciamo". Per il legale, comunque, "non esiste un'esperienza pregressa di un imputato che abbia 4 processi contemporaneamente". Secondo il legale "bisogna fare un calendario tenendo conto degli altri processi" (e l'udienza odierna, infatti, era dedicata al calendario delle udienze). "Se ci impediscono di difenderci ci troveremo di fronte ad una situazione di eccezionale gravità", ha commentato invce Ghedini la decisione dei giudici che hanno chiesto a tutte le difese di predisporre una dettagliata capitolazione dei testi dichiarando che non saranno ammessi più di due testimoni per ogni circostanza. "Non è un bell'inizio", ha detto Ghedini fuori dall'aula. "Dopo sei anni di processo dove sono stati ascoltati i testi dell'accusa -ha aggiunto- oggi il tribunale dice di ridurre i testi delle difese. Questo non è un bel segnale perché non si capisce come si possano fare i processi con soltanto i testimoni dell'accusa". Questa mattina fuori dal Palazzo di Giustizia a Milano, prima ancora dell'inizio dell'udienza, si è radunta una folla di giornalisti, fotografi e telecamere. Quella di oggi è stata la prima 'convocazione' dopo la sospensione del procedimento deciso lo scorso anno per attendere il verdetto della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento continuativo. Probabilmente prevedendo l'afflusso di pubblico e di stampa, il collegio giudicante della prima Sezione penale si è trasferito oggi dalla piccola aula al terzo piano a quella della prima Corte d'Assise, la più capiente del Palazzo di Giustizia di Milano.