Milano, 2 mar. (Adnkronos) - "I tempi della medicina non sono quelli del giornalismo: al momento non possiamo escludere nulla: Yara potrebbe essere uccisa a coltellate o strangolata, da un uomo o una donna, per ora è molto difficile stabilire se sia stata soffocata" spiega all'ADNKRONOS uno degli esperti dell'Istituto di Medicina legale di Milano che da lunedì mattina lavora senza sosta per cercare di trovare ogni elemento utile per spiegare le modalità dell'omicidio della 13enne bergamasca. Quanto alle indiscrezioni che emergono sui primi risultati dell'autopsia ribatte, punto su punto, "a verità giornalistiche che non hanno ancora certezze scientifiche". Non si sbilancia sulle cause della morte della giovane promessa della ginnastica ritmica. "Da uomo di medicina uso prudenza e ancora non parlerei di coltellate. Ci sono alcuni segni più evidenti sul corpo della 13enne, ma bisogna ricordare che è in avanzato stato di decomposizione". Insomma "sarà un lavoro lungo che passerà dall'analisi dei tessuti, dove sono presenti, a quello sulle ossa. Ancora adesso non si può dire in che modo è morta Yara". Così come, al momento "non si può escludere che a uccidere sia stata una mano femminile. Bisogna prima ricostruire le modalità dell'omicidio, studiare ogni dettaglio, capire l'arma usata per poi pensare di stabilire con quale violenza sia stata colpita e quindi, ipotizzare, se a farlo sia stato un uomo o una donna". Difficile anche capire se sia stata soffocata. "Questa ipotesi -sottolinea- mi sembra più che prematura. Il viso di Yara, rimasto per tre mesi in condizioni di 'cattività', non ci permette di vedere questo particolare da un'analisi ancora parziale. Anche capire dai segni sul collo se è stata strangolata, lo strangolamento lascia tracce più evidenti, ci appare avventato a questo punto". L'unica verità su Yara è che "non ci sono segni evidenti di violenza, cosa che comunque non esclude al 100% la violenza". A un primo esame, spiega l'esperto "non ci sono segni evidenti, ma bisogna attendere gli esiti dei tamponi vaginali". Così come bisognerà analizzare il materiale trovato sotto le unghie della 13enne per cercare di estrarre il Dna dell'assassino, le eventuali tracce biologiche sul corpo. Insomma, un lavoro lungo, ma l'esperto resta ottimista: "Stiamo lavorando, sarà lunga, ma Yara ci aiuterà a capire chi l'ha uccisa".