Roma, 2 mar. (Adnkronos) - La Camera ha approvato la fiducia al decreto sul fisco municipale, con 314 sì, 291 no e 2 astenuti. "Sapevamo che c'erano alcuni malati e due in missione. Altrimenti saremmo 322'', ha commentato dopo il voto il premier Silvio Berlusconi, a proposito dei numeri della maggioranza. Dopo il sì, il leader della Lega Umberto Bossi registra un passo avanti sulla riforma. ''Un giro di mattoni in più, siamo quasi al tetto'', ha detto. Ora ''abbiamo anche iniziato il federalismo regionale''. A proposito del federalismo municipale, Bossi ha sottolineato: "La perfezione non esiste, ma è una buona legge". Tiene l'asse Pdl-Lega. ''Berlusconi è l'unico che ci ha dato i voti", ha commentato Bossi. C'è chi ha detto, ha continuato riferendosi all'opposizione (''noi vi garantiamo che il processo federalista va avanti anche in diverse condizioni politiche. Se poi volete reggere il moccolo al miliardario...'', ha detto in aula Bersani), "fai saltare il miliardario e domani approviamo il federalismo. Berlusconi ci ha dato 12 voti subito. Non va messo a repentaglio un risultato acquisito. Se uno accetta di far pace - ha avvertito - vota a favore. Poi può esser che si aprano spazi". Nel corso degli interventi in Aula, il Pd ha annunciato il suo voto contrario. ''Questo decreto, al di là delle vostre favole, è un pasticcio. Per questo votiamo contro il provvedimento e contro la fiducia'', ha detto Pierluigi Bersani, leader del Pd. ''Voi mettete le mani nelle tasche dei cittadini per procura'', ha aggiunto. Poi lo sfogo: ''Ci state facendo perdere la faccia davanti al mondo. Voi state uccidendo gli anticorpi dello spirito civico di questo paese''. ''Ci sono ragioni politiche e di merito che di inducono a dire no ancora una volta'', ha detto Pier Ferdinando Casini nel suo intervento. ''Il federalismo fiscale in questo provvedimento non esiste, è solo uno spot, aumenterà le tasse a tutti i cittadini italiani. Non si vuole fare un vero federalismo ma si vuole approvare uno spot della Lega'', ha detto Casini. Voto contrario anche da Fli. ''Non è una buona riforma, non è condivisa ed è frettolosa. Porterà troppe e nuove tasse. Un'infinità di piccole imposte e addizionali. Insomma, ne è uscito un pasticcio'', ha detto Benedetto Della Vedova, capogruppo di Fli alla Camera. Non partecipa al voto l'Mpa mentre l'Svp annuncia l'astensione. Il presidente dei deputati del Carroccio Marco Reguzzoni, annunciando il voto a favore della Lega, ha parlato di un voto "importante", una riforma "strutturale" dopo quella del federalismo demaniale e prima di quello regionale che la Lega perseguirà "proseguendo il dialogo". Reguzzoni ha rimproverato alle opposizioni la politica "della spallata" e del "ricatto", mentre le proposte del Pd, se fossero state accettate, "avrebbero comportato aggravi fiscali per 20 miliardi". Invece, con il sistema che viene introdotto, "non ci sono nuove tasse, ma tasse che spariscono". Critiche all'opposizione dal Pdl. "Voi sconfitti nelle elezioni e trasformisti delle aule parlamentari non avete avuto il coraggio di partecipare a questo percorso di riforme", per un federalismo che "rende più concreto e efficace il sistema delle istituzioni", ha detto il vicepresidente dei deputati Pdl Massimo Corsaro. In giornata, il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli ha avuto un incontro con il presidente Saverio Romano e con una delegazione del gruppo dei 'Popolari d'Italia domani'. A conclusione della riunione, in cui si sono affrontati i temi del federalismo municipale, provinciale e regionale, Calderoli, fermo restando il rispetto dei tempi stabiliti per l'esame dei decreti legislativi già deliberati dal Consiglio dei ministri, ha assunto l'impegno - spiega una nota - di proporre al Consiglio dei ministri, dopo l'approvazione definitiva del federalismo regionale e provinciale, un'iniziativa legislativa finalizzata alla proroga di quattro mesi del termine di scadenza della delega prevista dalla Legge 42/2009.