Dalle divise all'abito beduino griffato, 40 anni di look da 'Colonnello'
Roma, 3 mar. - (Adnkronos) - Famoso in tutto il mondo per il suo eccentrico abbigliamento, Muammar Gheddafi in questi 40 anni trascorsi al potere ha saputo sempre usare la scelta degli abiti, dalle divise militari del 'colonnello' fino all'abito tradizionale beduino con tutte le sue variazioni, anche griffato dalla celebre stilista nordafricana Babia Ben Barka, passando dalle sporadiche apparizioni in completi occidentali, magari sparati bianchi con sul petto il simbolo dell'Africa o la foto di leader africani, per modulare un vero e proprio linguaggio dei "vestiti dell'imperatore".
Anche a rischio di cadere, con l'avanzare degli anni e l'aumentare dell'eccentricità - non solo gli abiti ma le tende beduine che il rais libico ha piazzato nelle capitali di mezzo mondo occidentale una volta sdoganata ufficialmente la Libia - in uno stile sempre più caricaturale.
E non può essere quindi considerata casuale la scelta, sempre diversa, degli abiti, ed accesseri delle ultime apparizioni televisive del rais per discorsi tutti ispirati alla resistenza fino all'ultimo, e a tutti i costi, mentre la Libia è travolta da una vera e propria rivoluzione.
A cominciare dalla prima brevissima apparizione - appena 22 secondi - la sera del 21 febbraio, quando il leader libico, uscendo da un piccolo minivan, riparandosi dalla pioggia sotto un ampio ombrello, ha rilasciato un veloce, rabbiosa, dichiarazione: "Sono a Tripoli, non i Venezuela, non credete ai canali televisivi che appartengono ai cani randagi", ha detto alle telecamere smentendo le notizie che lo volevano fuggito dal suo amico Hugo Chavez. Oltre che dal grande ombrello bianco, che il rais si reggeva da solo senza alcun cerimoniale, quasi a dare la sensazione dell'urgenza e gravità del momento, l'attenzione fu allora attirata dal colbacco - simile a quello usato dai pionieri dell'aviazione - che gli copriva parte del volto.
Insomma, conclusero gli analisti, un'immagine di un leader fiaccato, ma che non vuole mollare, rifugiato già nella residenza di Bab al Azizia di Tripoli, che sarebbe divenuto per alcuni giorni il suo bunker.Ed ancora il giorno dopo, pronunciando uno dei suoi soliti discorsi fiume da un luogo altamente simbolico, le rovine del palazzo presidenziale bombardato dagli Stati Uniti nel 1986, diventato il museo della Resistenza libica, il rais è apparso con un volto teso e turbato, ancora questa volta in parte coperto da un paio di grandi occhiali da vista, che però si è tolto durante i passaggi più forti. "Morirò da martire, non abbandonerò mai", ha senteziato il rais promettendo che non avrebbe avuto "nessuna pietà" per i ribelli, definiti "ratti" e "drogati".
Questa volta l'abito è quello tradizionale beduino, dal tessuto e colore semplici, il marrone del deserto libico che Rabia Ben Barka, una stilista libica che in un' intervista di qualche tempo fa ad al Jazeera ha rivelato di essere l'artefice dello stile colorito di Gheddafi, afferma essere la sua principale fonte di ispirazione. Nell'intervista, la giovane stilista tornata a Tripoli dopo aver lavorato in Italia, Svizzera e Londra, pur non volendo rivelare troppi dettagli sul suo lavoro al fianco di Gheddafi, sottolinea come il rais abbia accolto i suoi suggerimenti riguardo all'utilizzo delle stoffe ricche tradizionali libiche.
Ma l'intervento più drammatico, e scenografico, di Gheddafi è stato il 25 febbraio quando, mentre le televisioni all news arabe davano notizie di scontri alle porte della capitale e anche quella, poi smentita, della presa dell'aeroporto da parte dei rivoltosi, il rais è uscito dal suo bunker per mostrarsi sulla torre di un antico forte militare che sorge nella Piazza Verde.
"I depositi di armi sono aperti per armare il popolo e assieme combatteremo, sconfiggeremo e uccideremo chi protesta", ha arringato la folla il rais, apparso di nuovo con il colbacco in testa ed un cappottone stile militare tornando a bollare come "cani" i giornalisti che lo davano per morto o, ancora una volta, in fuga. Ma il bagno di folla, almeno mediatico visto che ogni apparizione del rais viene prontamente diffusa dalla televisione di stato, sembra dare nuovo vigore al colonnello.
E Gheddafi ieri, nella cerimonia per il 34esimo anniversario della proclamazione del 'governo delle masse' in una tenda montata sul retro di un albergo della capitale, è apparso nella sua solita forma: il volto scoperto, molto più rilassato anche se sotto i pesanti segni degli interventi chirurgici, il copricapo marrone e un jellabah a righe bianche e nere, con camicia e mantello di un candidissimo bianco. "Migliaia di morti se la Nato interviene", ha tuonato nel discorso che, nelle migliori tradizioni, è durato oltre due ore.
