Roma, 7 mar. - (Ign) - La società cambia e con essa la casa in cui viviamo. Una ricerca di Immobiliare.it ha analizzato le mode che hanno trasformato le nostre abitazioni negli ultimi cinquant'anni, scoprendo alcuni interessanti cambiamenti. Dalle richieste degli oltre sei milioni di italiani che ogni mese cercano casa sul web, è emerso che il balcone è il primo grande escluso dalle necessità della casa moderna. Il sempre maggiore bisogno di spazi e il minor tempo a disposizione per darsi alla cura delle piante, lo stanno trasformando via via in stanza con vetrate o giardino d’inverno e, numeri alla mano, oggi meno del 18% degli italiani cerca una casa col balcone. "Oggi progettare significa considerare non più i metri ma i centimetri a disposizione - dice a IGN, testata online dell'Adnkronos l'architetto Silvia Zamarion -, come si fa in una barca, anche quando si progettano grandi abitazioni.  Per questo motivo, il balcone o la terrazza  si trasformano in spazi vivibili tutto l'anno, attraverso coperture mobili e chiusure verticali con teli in pvc oppure, ove possibile, in verande con grandi vetrate dove ospitare una folta vegetazione e aprirsi un varco nel cielo.  In questo modo la casa acquisisce una nuova stanza, si eliminano le barriere, le pareti diventano evanescenti e penetrabili, realizzano uno spazio interno senza fine, visivamente permeabile, aperto, emozionale che evidenzia un mondo interno individuato dalle sue funzioni specifiche e che conserva la propria identità".   Nel corso degli ultimi cinquant'anni, però, sono tanti i casi di stanze o ambienti che in poco tempo sono passati dall’essere considerati irrinunciabili all’essere intesi come "spazio sprecato". Il primo esempio è quello del corridoio. Assolutamente importante, a livello di spazio occupato, in ogni casa costruita fino agli anni Ottanta, è praticamente scomparso da tutte le planimetrie delle nuove abitazioni. Un’altra evoluzione importante nella distribuzione della stanze è quella vissuta dalla cucina. Fulcro e cuore della casa nell’Italia dei decenni scorsi, è pian piano diventata sempre più piccola per poi scomparire ed essere inglobata in altre stanze. Oggi vive una seconda giovinezza e diventa grande, anzi, grandissima. Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it, "Alla base di queste modifiche risiedono ragioni economiche, ma sono intervenute anche variazioni di carattere sociale: il numero crescente di single, la madre sempre più spesso lavoratrice e, non ultima, la fame di spazi. Le cucine 'tradizionali', ad esempio, resistono soprattutto nel Sud d’Italia mentre al Nord la cucina assume spazi enormi e diventa oggetto di arredamento vero e di design con l’isola fuochi o i banconi all’americana. Anche questi ultimi un must negli anni Ottanta”. Stando ai dati di Immobiliare.it, se a livello totale il 16% di chi cerca casa richiede esplicitamente una cucina a 'isola', nella fascia medio alta questa percentuale arriva al 38% e il 14% di queste richieste arriva addirittura a specificarne la marca. "La cucina, nascosta per anni agli ospiti, diventa lo spazio conviviale per eccellenza - spiega l'architetto Zamarion-, si apre sul living per cucinare, mangiare e contemporaneamente stare insieme alla famiglia e agli amici. Anche in questo caso, in uno spazio unico aperto e funzionale, la cucina si apre alla vista di tutti, ma un consiglio: lasciatevi la possibilità di chiuderla quando è in disordine, con porte scorrevoli, pareti decorate in resina, contenitori poco profondi alti 1.80/2.00 metri su ruote, lasciando magari a vista uno scorcio, un vecchio lavabo in pietra, una parete/anta o una bella finestra decorata in resina". Altrettanto si può dire per l’ingresso che, soprattutto negli immobili costruiti a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, non rappresentava solo una zona di passaggio per entrare in casa, ma era 'il biglietto da visita' dell’appartamento. Fra la fine degli anni Ottanta e, soprattutto, nei Novanta questo concetto muta radicalmente, la porta d’ingresso introduce subito nel salotto, il cuore della casa, che difficilmente viene separato e diventa, per dirla all’inglese, living. Ci sono poi delle mode che riguardano gli elementi di rifinitura; dai pavimenti alle pareti, dagli infissi ai soffitti. Partendo dai pavimenti, fino agli anni ‘70 ogni stanza aveva un tipo di piastrelle diverso da quello della stanza attigua, poi è stata la volta delle moquette (oggi considerate il paradiso dell’acaro e dello sporco), mentre ora viene usato quasi ovunque il parquet, ormai diffusissimo persino negli uffici. "Un'idea di carattere - dice a IGN l'artista, Lidia Scalzo - è mettere la resina al posto del parquet. Delicata, ma forte, invecchia come il legno, ma dà personalità alla casa". Un’ultima nota va fatta riguardo alle pareti. Questo è l’elemento della casa più assimilabile al suo “vestito” e quindi, più influenzato dalla moda del momento: dalla tappezzeria che adornava le pareti delle case fino agli anni Settanta, al monocolore dei decenni successivi fino allo spugnato, lo stucco veneziano e le tinte trendy proprie dei nostri tempi. "L'ultima moda? Trasformare le pareti in opere d'arte che dialogano con tutto il resto - suggerisce l'architetto Zamarion - . Non si tratta di appendere un'opera alla parete ma di progettarla insieme all'artista per quella parete, per quel luogo. Trovare la bellezza nella funzionalità"."Vanno di moda - conclude l'artista calabrese, Lidia Scalzo - i colori forti per le pareti come un bel fucsia. Monocromatici, ma decisi. Vengono stuccati a rilievo per ottenere non un effetto piatto, ma 'vitale' per vestire d'energia la vostra casa".