Raìs: No-fly zone? Vogliono i pozzi Bruxelles e Cairo, arrivano i jet con gli emissari di Gheddafi
Tripoli, 9 mar. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Emissari di Gheddafi in azione da Bruxelles al Cairo per cercare una soluzione alla crisi libica. Secondo una fonte greca, ripresa dalla tv satellitare 'al-Arabiya, un aereo del colonnello libico Muammar Gheddafi è volato in Egitto. A bordo il maggior generale Abdul-Rahman bin Ali al-Saiid al-Zawi, capo dell'autorità di Tripoli per la logistica e le forniture. Una fonte dell'aeroporto del Cairo ha spiegato, in condizione di anonimato, che l'emissario porta con sè un messaggio del Colonnello per le autorità egiziane.
Altri due jet sono invece decollati da Tripoli alla volta di Bruxelles.. Secondo i siti dell'opposizione libica su 'Facebook', anche questi due aerei trasportavano alcuni emissari di Muammar Gheddafi a Bruxelles per incontrare funzionari dell'Unione Europea e della Nato. Per entrambi i voli si era parlato di uno scalo in Italia. Ma la circostanza è stata negata all'ADNKRONOS dal direttore dell'Aeroporto di Fiumicino Vitaliano Turrà.
Il Colonnello Gheddafi oggi ha rilasciato due interviste televisive. Se i paesi occidentali decideranno di imporre la no-fly zone, i libici "prenderanno le armi e combatteranno", ha detto alla tv di stato turca Trt. Un'eventuale decisione sulla no-fly zone, secondo il colonnello, dimostrerebbe "cosa questi Paesi vogliono veramente, e cioé prendere il petrolio". Gheddafi ha infine ribadito che non lascerà il paese, ricordano nuovamente che "dal 1977 è il popolo libico che comanda".
Il leader libico sempre questa mattina in un'intervista all'emittente francese Lci ha nuovamente accusato le potenze straniere di essere coinvolte nella ribellione in corso nel Paese nordafricano per chiedere le sue dimissioni. In particolare, questa volta il Colonnello ha parlato di un complotto colonialista contro la Libia, guidato dalla Francia.
A riprova della sua tesi ha detto che martedì le sue forze hanno catturato diversi stranieri nel corso di vari raid. L'influenza straniera, secondo Gheddafi, sarebbe quindi determinante sul movimento dei ribelli libici. Citando la presenza di ''armi e alcol'' all'interno di moschee riconquistate dai suoi miliziani, il leader libico ha parlato di rivoluzionari provenienti da Afghanistan, Egitto e Algeria. ''Le forze straniere'', ha aggiunto, stanno reclutando giovani vulnerabili a Zentain, Al Zawiyah e Bengasi, le città in mano ai ribelli.
Il nuovo discorso di Gheddafi arriva dopo che i ribelli gli hanno posto un ultimatum di 72 ore per dimettersi. Ultimatum a cui il Colonnello non ha fatto cenno nel suo discorso.
Continuano intanto gli scontri nel Paese. Nel raid aereo eseguito oggi dai caccia libici a Ras Lanuf è stato colpito un terminal petrolifero ed una cisterna di gas. Lo riferiscono fonti dell'opposizione. Sempre fonti dell'opposizione sostengono di essere arrivati nella zona di Bani Jawad, che si trova sulla strada per Sirte. Secondo quanto riefriscono i siti dell'opposizione libica, i ribelli stanno combattendo con le brigate di Muammar Gheddafi nella parte occidentale della città.
Cominciano poi a registrarsi segnali di malcontento e delusione, tra la popolazione di Bengasi, città in mano ai ribelli. Il timore, tra la gente, è che la macchina della propaganda messa in moto dal leader libico Muammar Gheddafi possa portare i suoi frutti e che il Paese si convinca che solo lui sia in grado di guidare la Libia. Nella città dove è stato fondato il Consiglio nazionale dell'opposizione libica, insomma, secondo quanto riporta l'inviata della Bbc c'è la sensazione che il popolo libico potrebbe, ancora una volta, consegnare il proprio destino nelle mani del Gheddafi.
Dallo scacchiere internazionale cauta la Ue che frena sul riconoscimento da parte di Bruxelles dell'opposizione libica al regime di Gheddafi. Riconoscimento "per il momento fuori questione". La priorità di Bruxelles, infatti, è ora quella di procedere all'evacuazione dei profughi e di fornire assistenza per fare fronte alla crisi umanitaria. Inoltre l'Ue, hanno precisato le fonti,"riconosce gli stati, non i governi" .
A preoccupare l'Unione è anche il fatto che l'area di Bengasi, dove è stato formato il Consiglio nazionale transitorio, è sempre stata "nota come centro islamico" del paese e mai veramente controllata dall'autorità centrale, ha quindi aggiunto le fonti spiegando la cautela di Bruxelles.
Sul fronte mediorientale da registrarsi la presa di posizione di Teheran. Dalla capitale iraniana arriva l'invito al leader libico Muammar Gheddafi affinché "interrompa il massacro dei suoi connazionali e metta fine ai suoi atteggiamenti violenti, che vengono strumentalizzati dalla politica egemonica degli Stati Uniti". Lo ha detto il presidente del parlamento iraniano Ali Larijani, che oggi ha ''avvertito il dittatore libico che combattere il volere di una nazione significa muoversi su una spada a due lame e diventare il capro espiatorio delle aspirazioni egemoniche degli Stati Uniti''.
Le azioni disumane messe in atto dal Colonnello, ha proseguito Larijani, preparano il terreno per l'opportunismo dell'Occidente, invece che migliorare le condizioni del leader libico. Larijani ha poi aggiunto che la nazione iraniana e il suo parlamento sostegnono le rivoluzioni popolari in Egitto, Tunisia, Yemen, Bahrain, Libia e in altri Paesi, che secondo lui stanno combattendo per riaffermare la loro identità islamica.
