Giallo su emissari di Gheddafi a Bruxelles. Caccia libici attaccano terminal petroliferi
Tripoli, 9 mar. (Adnkronos/Aki/Ign) - Continuano gli scontri in Libia ed è giallo su emissari di Gheddafi inviati all'estero. Su un volo libico atterrato al Cairo il vice ministro alla Difesa libico, Abdelrahman al-Zawi, arrivato in Egitto per incontrare esponenti del Consiglio Supremo delle Forze Armate che governa il paese dopo la caduta di Mubarak.
Mentre fonti dell'Unione Europea all'Adnkronos dicono di non sapere ''nulla del possibile arrivo a Bruxelles di due emissari'' inviati dal Colonnello per contatti con i vertici dei 27 e della Nato. "E' una voce, piuttosto sorprendente", hanno sottolineato le fonti dell'Ue, e anche al quartier generale dell'Alleanza atlantica definiscono "inverosimile" la notizia. E' inoltre "assolutamente falsa al 100%" la notizia di un incontro a Bruxelles tra l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune Catherine Ashton ed emissari di Gheddafi. E' quanto ha affermato il portavoce della Ashton Michael Mann, sottolineando che "non sono previsti incontri".
Il giallo investe anche i tre jet decollati da Tripoli. Per due voli si era parlato di uno scalo in Italia, ma "ho fatto le mie indagini e la notizia mi è stata smentita - ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - Le notizie che ho io tendono assolutamente a escluderlo". "Sicuramente nessuno - ha sottolineato - è sbarcato in Italia da aerei libici". Allo stesso modo il ministro degli Esteri, Franco Frattini. ''Non mi risulta'' che gli aerei ''siano atterrati in Italia'' ha detto il titolare della Farnesina.
INTERVISTE DI GHEDDAFI - Il Colonnello oggi ha rilasciato due interviste televisive. Se i paesi occidentali decideranno di imporre la no-fly zone, i libici "prenderanno le armi e combatteranno", ha detto alla tv di stato turca Trt. Un'eventuale decisione sulla no-fly zone, secondo il raìs, dimostrerebbe "cosa questi Paesi vogliono veramente, e cioè prendere il petrolio". Gheddafi ha infine ribadito che non lascerà il paese, ricordando nuovamente che "dal 1977 è il popolo libico che comanda".
Il leader libico sempre questa mattina in un'intervista all'emittente francese Lci ha nuovamente accusato le potenze straniere di essere coinvolte nella ribellione in corso nel Paese nordafricano per chiedere le sue dimissioni. In particolare, questa volta il Colonnello ha parlato di un complotto colonialista contro la Libia, guidato dalla Francia.
A riprova della sua tesi ha detto che martedì le sue forze hanno catturato diversi stranieri nel corso di vari raid. L'influenza straniera, secondo Gheddafi, sarebbe quindi determinante sul movimento dei ribelli libici. Citando la presenza di ''armi e alcol'' all'interno di moschee riconquistate dai suoi miliziani, il leader libico ha parlato di rivoluzionari provenienti da Afghanistan, Egitto e Algeria. ''Le forze straniere'', ha aggiunto, stanno reclutando giovani vulnerabili a Zentain, Al Zawiyah e Bengasi, le città in mano ai ribelli.
Il nuovo discorso di Gheddafi è arrivato dopo che i ribelli gli hanno posto un ultimatum di 72 ore per dimettersi. Ultimatum a cui il Colonnello non ha fatto cenno nel suo discorso.
ATTACCO A TERMINAL PETROLIFERI - Continuano intanto gli scontri nel Paese. Nel raid aereo eseguito oggi dai caccia libici a Ras Lanuf è stato colpito un terminal petrolifero e una cisterna di gas. Lo riferiscono fonti dell'opposizione. "E' stata al-Qaeda a colpire il terminal di petrolio di Ras Lanuf", ha annunciato la tv di stato libica secondo la quale "miliziani armati che fanno capo ad al-Qaeda hanno fatto saltare in aria un terminal di petrolio della zona di Ras Lanuf mentre si ritiravano davanti all'avanzata delle truppe libiche". Poco prima la tv araba 'al-Jazeera' ha mostrato i raid aerei dell'aviazione libiche che colpivano la zona petrolifera. Sarebbero almeno due i morti e 17 i feriti negli scontri a Ras Lanuf.
Nel corso di un raid dell'aviazione libica sarebbe stato inoltre colpito il terminal petrolifero di Sidrah, nel nord del paese. E' quanto ha riferito 'al-Jazeera', citando un ingegnere che lavora nell'impianto. Secondo la fonte, nel raid sulla città sono stati danneggiati anche il sistema idrico e quello elettrico.
Fonti dell'opposizione sostengono di essere arrivati nella zona di Bani Jawad, che si trova sulla strada per Sirte. Secondo quanto riferiscono i siti dell'opposizione libica, i ribelli combattono con le brigate di Muammar Gheddafi nella parte occidentale della città.
TAGLIA SUL CAPO DEGLI INSORTI - Le autorità libiche, secondo quanto riferisce l'emittente satellitare 'al-Arabiya', hanno posto una taglia da 400mila dollari sul capo di Mustafa Abdel Jalil, ex ministro della Giustizia e capo del Consiglio nazionale transitorio, costituito dagli insorti a Bengasi. La cifra è stata promessa a chiunque riuscirà a catturare Jalil. Con un banner trasmesso sugli schermi della tv di stato, le autorità libiche hanno anche annunciato un premio da 160mila dollari a chiunque fornirà informazioni utili per la cattura di Jalil, descritto come una "spia".
Dallo scacchiere internazionale cauta la Ue che frena sul riconoscimento da parte di Bruxelles dell'opposizione libica al regime di Gheddafi. Riconoscimento "per il momento fuori questione". La priorità di Bruxelles, infatti, è ora quella di procedere all'evacuazione dei profughi e di fornire assistenza per fare fronte alla crisi umanitaria. Inoltre l'Ue, hanno precisato le fonti, "riconosce gli stati, non i governi".
Il presidente svizzero, Micheline Calmy-Rey, ha incontrato oggi Jebril El-Waalfarvi, rappresentante del Consiglio nazionale transitorio, mentre il presidente francese Nicolas Sarkozy riceverà due esponenti del Consiglio domani a Parigi.
