Roma, 10 mar. (Adnkronos) - L'inflazione nell'area dell'euro dovrebbe ''rimanere al di sopra del 2% sino alla fine del 2011, soprattutto per effetto dei recenti forti rincari dell'energia e degli alimentari''. A sostenerlo è la Bce nel bollettino mensile di marzo nel quale vengono ricordate le previsioni degli esperti della banca centrale annunciate giovedì scorso dal presidente, Jean-Claude Trichet ossia un'inflazione tra il 2 e il 2,6% nel 2011 e tra l'1 e il 2,4% nel 2012. Rispetto all'esercizio dello scorso dicembre, svolto dagli esperti dell'Eurosistema, osserva l'Istituto di Francoforte, ''gli intervalli sono stati rivisti al rialzo, soprattutto per il considerevole rincaro dell'energia e dei prodotti alimentari''. Di riflesso al graduale miglioramento dell'attività e alla più sostenuta dinamica salariale, sottolinea la Bce, ''le pressioni interne sui prezzi dovrebbero intensificarsi in certa misura, determinando nel periodo in esame un graduale rialzo dell'inflazione al netto dei beni energetici e alimentari''. Per i prossimi due anni, rileva ancora l'Istituto di Francoforte, ''si prevede un'accelerazione dei redditi per occupato nell'area dell'euro, in linea con il progressivo miglioramento delle condizioni nel mercato del lavoro; tuttavia, in termini reali i redditi per occupato diminuirebbero in qualche misura nel 2011, a causa del rialzo dell'inflazione, per poi tornare su valori lievemente positivi nel 2012''. Tenuto conto del rallentamento della produttività anticipato per i prossimi due anni, sottolinea la Bce, ''il costo unitario del lavoro dovrebbe risalire nel 2011, dopo il calo ciclico del 2010, e aumentare a un ritmo più rapido nel 2012. Questo a sua volta frenerebbe l'incremento dei margini di profitto, che hanno segnato un notevole recupero nel 2010''. La ripresa economica nell'area dell'euro è in corso e ''in prospettiva si prevede che continui, trainata sempre più dalla domanda interna, anziché dalle esportazioni'', sottolinea la Bce che prevede per il 2011 un pil in crescita dell'1,3-2,1% e per il 2012 dello 0,8-2,8% dopo +1,7% nel 2010. Se da una lato il ''riequilibrio dell'attività rispecchia gli effetti delle passate misure di politica monetaria e i notevoli sforzi profusi per ristabilire il funzionamento del sistema finanziario'', dall'altro, sottolinea l'Istituto di Francoforte, ''l'esigenza di risanare i bilanci in vari settori, nonché gli interventi di riequilibrio delle finanze pubbliche ipotizzati nelle proiezioni, che sono finalizzati a ripristinare la fiducia nella sostenibilità a medio termine, dovrebbero gravare sulle prospettive di crescita dell'area dell'euro''. ''Occorre che nel 2011 tutti i governi diano piena attuazione ai rispettivi piani di risanamento - ribadisce la Bce -. Ove necessario, devono essere tempestivamente intrapresi ulteriori interventi correttivi per assicurare progressi verso la sostenibilità delle finanze pubbliche''. Nel bollettino di marzo si legge infine che ''la crisi del debito sovrano che attualmente investe l'area dell'euro ha accentuato la necessità di una riforma ambiziosa del quadro di governance economica dell'area''.